Dopo anni di discussioni, anche i consiglieri di Stato dovranno pagare i contributi pensionistici come tutti gli altri dipendenti dell’amministrazione pubblica e gli altri lavoratori ticinesi. Martedì a Bellinzona i commissari della gestione hanno infatti approvato all’unanimità la mozione risalente al novembre di tre anni fa dei gruppi PLR, PPD, PS e Verdi, tesa appunto a una revisione delle condizioni retributive e previdenziali dei ministri.
Tale novità, di cui si parla da anni, riguarderà di fatto chi sarà eletto il prossimo 19 aprile e che dovrebbe dare il via all’assoggettamento alla cassa pensioni dei componenti di Governo, che così contribuiranno al finanziamento della propria copertura pensionistica.
Ma più di tutto, tale innovazione che porrebbe fine a oltre trent’anni di discussioni sulla validità o meno di togliere quello che è sempre stato considerato un privilegio per i ministri, che non pagano e non hanno mai pagato un centesimo di cassa pensione. Il che è un’ingiustizia rispetto agli altri cittadini comuni, soprattutto tenendo conto del fatto che dopo appena tre anni in Consiglio di Stato, chi ne fa parte riceve una pensione annua del 15%, che aumenta del 3,37% per ogni anno trascorso “in sella”.
E dopo una sola rielezione e cinque anni di presenza attiva, si ha già diritto al 40% dell’onorario senza nulla versare alla struttura contributiva. Ora la Gestione ritiene opportuno fissare il tasso di contributo al 9%. Va ricordato che due iniziative in materia promosse dal PS furono bocciate nel 1989 e nel 1997. Si spera che la nuova norma , da introdurre nell' attuale legge sull' onorario e sulla previdenza - a favore dei coniglieri di Stato - possa essere applicata già con la prossima legislatura.
Red. MM/Quot/EnCa
Dal Quotidiano
03.02.2015: Consiglieri di Stato alla cass




