Per l’autore della tentata rapina alla Posta di Tesserete, il 18 agosto 2012, il procuratore pubblico Paolo Bordoli ha chiesto due anni di reclusione, nonché ulteriori 18 mesi da scontare per la revoca della condizionale su una precedente condanna. La sentenza è attesa nel pomeriggio.
Secondo la pubblica accusa “c’è stata premeditazione”; e sulle altre imputazioni a carico del 22enne, alla sbarra oggi a Lugano, il pp precisa: “Ammette le sue colpe solo quando ormai sono state innegabilmente dimostrate”. Il giovane è accusato anche di furto, danneggiamento, coazione e infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti,
“Pentito e pronto a cambiare”
L’imputato in mattinata si era detto “pentito e pronto a cambiare”. La perizia psichiatrica però complica la sua posizione: “Ha un grave disturbo della personalità antisociale; è manipolatore e privo di senso morale; non ha interiorizzato determinati valori condivisi e c’è un alto rischio di recidiva”.
In sostanza, il ragazzo "è consapevole di delinquere", ma non riesce a fermarsi. Al perito aveva detto: “Me ne frego delle regole, non sono fatto per seguirle”. Così la giudice, Rosa Item, in aula: “Lei non è credibile”.
Numerosi i capi d’imputazione
Oltre che della tentata rapina alla Posta, l’imputato deve rispondere della tentata rapina ai danni di un transessuale, dal quale, nel 2010, aveva cercato di farsi restituire - brandendo un coltello - un prestito di 1'000 franchi. E proprio sullo sfondo di questa vicenda aleggia il sospetto del consumo illegale di stupefacenti.
Un passato turbolento
Disoccupato, celibe e - fino all’incarcerazione del 16 novembre 2012 - residente a Paradiso, l’imputato ha un passato turbolento: nel 2008 è stato condannato dalla Magistratura dei minorenni per furto e altri reati a 30 giorni (sospesi per due anni); nel 2010 è stato condannato per rapina, furto, danneggiamento e violazione di domicilio a 18 mesi sospesi (per tre anni). Pena, quest’ultima, per la quale il Patronato aveva gia chiesto, ma non ottenuto, la revoca della condizionale.
(angelo dandrea)
Ultimo aggiornamento: 15:06
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La difesa ha chiesto una pena complessiva di massimo 24 mesi, considerando sia questo processo, sia la condanna precedente per la quale l'accusa ha preteso la revoca della condizionale. Sulla tentata rapina in Posta, l’avvocato Simone Creazzo ha cercato di mettere in evidenza come il ragazzo abbia abbandonato i suoi propositi alla prima reazione dei dipendenti: “È entrato nell'Ufficio, ha cambiato idea ed è fuggito". Rispetto al secondo episodio che gli viene rimproverato, la tentata rapina ai danni di un transessuale, la difesa sostiene che “lui rivoleva solo i suoi 1'000 franchi e si è ritrovato, suo malgrado, a doversi difendere da più persone, tre uomini e una donna; è lui la vittima”.
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