I cittadini interessati dal progetto di fusione nel Bellinzonese saranno chiamati alle urne il prossimo 18 ottobre per decidere sul destino dei propri comuni. Nulla è obbligatorio però: nel caso in cui i cittadini di Sant’Antonino - restii, com’è noto, all’aggregazione - dovessero esprimersi negativamente sull’annessione alla Nuova Bellinzona, non vi saranno obbligati.
Il Gruppo operativo che coordina la fusione lo ha garantito per iscritto al Municipio. Lo rivela il Corriere del Ticino nella sua edizione odierna.
Anche in questo caso però il destino di quello che è tra i comuni più sani della regione – il moltiplicatore d’imposta è al 65%, tra i più bassi del cantone – resta fra le mani del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio, che saranno chiamati ad esprimersi su un’eventuale coazione.
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