Ticino e Grigioni

Salario minimo, reazioni dopo l’apertura del PS al compromesso

Il comitato cantonale socialista pone paletti su benefit e deroghe ai CCL - PLR e Centro valuteranno margini di trattativa

  • Un'ora fa
Il salario minimo cantonale dal 2025 sarà compreso in un intervallo tra franchi 19.75 e 20.25
06:37

Ticino, verso un accordo sul salario minimo

SEIDISERA 27.02.2026, 18:00

  • RSI/studio effectred
Di: SEIDISERA-Lüönd/QUOT-Ascierto/Spi 

C’è apertura al dialogo da parte del PLR e del Centro, dopo che il comitato cantonale del Partito socialista, giovedì sera, ha approvato, ponendo alcune condizioni, il controprogetto sulla propria iniziativa, quella sul salario minimo sociale. Un voto unanime a favore del proseguimento delle trattative con cui ha prevalso una linea pragmatica, anche se non sono mancati i mal di pancia. “Da una parte abbiamo degli ideali molto forti e obiettivi che perseguiamo a lungo termine, dall’altra siamo confrontati con delle maggioranze che ci mettono in difficoltà. Questa sera (ieri, ndr) è uscito pragmatismo, ma soprattutto concretezza per i lavoratori e le lavoratrici”, ha detto alla RSI la co-presidente socialista Laura Riget. “La strada è ancora lunga, si è dato un mandato per le trattative ma per l’ultima parola sarà coinvolta nuovamente la base per decidere se ritirare davvero la nostra iniziativa”.

I punti del compromesso

I punti del compromesso

  • RSI

Da qui le condizioni poste dal parlamentino socialista: escludere alcuni benefit dal calcolo del salario minimo e soprattutto intervenire sulle deroghe temporanee per i CCL. A decidere sulle deroghe è Commissione tripartita, al cui interno sono rappresentati in maniera paritaria datori di lavoro, sindacati e autorità. Il PS vuole che la decisione sui singoli casi sia all’unanimità o al limite a maggioranza qualificata dei due terzi e non presa a maggioranza semplice.

SEIDISERA e il Quotidiano hanno chiesto una reazione a Matteo Quadranti del PLR e Fiorenzo Dadò del Centro: “La politica non è solo divisioni ma è anche la ricerca di soluzioni. Anzi dovrebbe essere solo quello. In questo caso sembra andata a buon fine, vedremo nei prossimi giorni”, ha detto Dadò.

Le pietre su cui incespicare non mancano. Non tanto l’ammontare del minimo, quanto i benefit e le possibilità di derogare per chi ha un contratto collettivo. Il PS vuole ridurre numeri e tempi di tali eccezioni. “Credo che un certo margine esista. L’obiettivo è di trovare un’intesa che soddisfi tutti”, ha detto ancora Dadò. “Forse è prematuro dire che siamo ad una svolta, ma sicuramente il fatto che anche il ‘parlamento’ del PS abbia dato il via libera a continuare la trattativa può essere evidenziato in modo positivo. Vediamo quanto queste condizioni siano imprescindibili. Non c’è chiusura, ma nemmeno un’apertura incondizionata”. È possibile un accordo senza il PS? “Potrebbe - ha risposto Quadranti -. È da valutare se andare avanti unicamente con un rapporto di centro-destra che dice no, oppure se fare un controprogetto”.

Lega e Udc intanto non chiudono la porta al compromesso. Mentre i Verdi non hanno ancora affrontato il tema al loro interno.

Il compromesso in cinque punti

Sono cinque i punti, alcuni condivisi fra le varie forze politiche e gli attori economici, altri meno. C’è l’aumento salariale in una forchetta compresa fra 21,75 e 22,25 franchi. Oggi siamo fra 20 e 20,50 franchi. Questo significherebbe un incremento di 320 franchi al mese. Punto 2: c’è un periodo di tempo di 3 anni per permettere alle aziende di adeguarsi. Punto 3: i benefit, come ad esempio i bonus, sono considerati nel calcolo del salario minimo secondo i criteri fissati dall’AVS. Punto 4: si prevede il primato del salario minimo sui contratti collettivi di lavoro, come contempla anche una sentenza del Tribunale federale ma non il primo salario minimo ticinese. Infine, punto 5: la cosiddetta clausola di salvaguardia, ovvero la possibilità di deroghe per quei contratti collettivi di lavoro già esistenti - e sono una trentina - nel caso in cui ci fossero “comprovate e ingenti perdite di posti di lavoro”, questa la formulazione ufficiale. 

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