Potrebbe tornare al suo antico splendore, a Scuol, uno stabilimento termale riconosciuto come monumento nazionale. È quanto confida il Comune engadinese, promotore di un progetto da quasi 19 milioni di franchi. E il primo obiettivo consiste nel salvare l’edificio dai crolli e dai massi che cadono sul suo tetto.
Parliamo della Büvetta Tarasp. A edificazione conclusa, nel lontano 1876, accoglieva i turisti desiderosi di purificarsi con la sua acqua, allora ritenuta la più mineralizzata d’Europa. C’era anche un locale per i gargarismi, mentre una sala più grande comprendeva negozi e offriva la musica di un’orchestra.
“È un monumento architettonico unico nel suo genere. Ed è anche l’unica struttura termale conservata in questa forma in tutta la Svizzera”, osserva la sindaca Aita Zanetti. “Qui dentro si percepisce la storia”, sottolinea, aggiungendo che si tratta però di “guardare anche al futuro, perché da questa antichità può nascere qualcosa di nuovo”.
Dal 2006 però la Büvetta è chiusa ed è in atto un declino strutturale, aggravato dai sassi che cadono dalla parete sovrastante. Ma una volta messo in sicurezza, lo stabile potrebbe tornare a essere una fonte termale aperta al pubblico. In futuro, forse, un più completo centro per la salute.
Ma in questa direzione come si dovrà procedere? “Prima di tutto”, spiega Zanetti, “ ci serve un sì nella votazione popolare prevista per 19 aprile”. Si tratta di approvare “la costituzione di una fondazione e i grossi oneri finanziari che ne derivano”. Poi spetterà alla fondazione stessa raccogliere le risorse “per realizzare, passo dopo passo, la visione finale”. Al netto dei sussidi, al Comune il progetto dovrebbe costare poco meno di 4 milioni. Parleranno quindi le urne. Intanto l’acqua, qui, continua a scorrere e a gorgogliare nel silenzio.







