Sarebbe contraria agli accordi italo-elvetici una deduzione del gettito della “tassa sulla salute” che l’Italia intende applicare ai “vecchi” frontalieri. Così il Consiglio federale nella sua risposta a un’interpellanza di Lorenzo Quadri. Una simile tassa, secondo il consigliere nazionale ticinese, è assimilabile a un’imposta e quindi contraria all’accordo sulla fiscalità dei frontalieri: una violazione, quindi, che consentirebbe di rimettere in discussione i ristorni.
Ma il Governo rileva che la tassa non è ancora stata applicata e ritiene che “il semplice fatto che il contributo sanitario venga calcolato in base al reddito non giustifica la sua qualifica come imposta sul reddito”. Al momento non è quindi ravvisabile da parte italiana una violazione dell’accordo sui frontalieri.
Infine, conclude, una deduzione parziale della compensazione finanziaria, oppure qualsiasi altra misura unilaterale di simile natura - come il blocco dei ristorni di cui si discute in Ticino - costituirebbe una violazione dell’accordo sui lavoratori di confine.

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Notiziario 22.04.2026, 22:00
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