L'iniziativa in votazione il 22 settembre punta alla soppressione dell'obbligo di servizio militare per gli uomini previsto dalla Costituzione federale (art.59). Si passerebbe così dall'attuale sistema di milizia ad un esercito su base volontaria per uomini e donne. Volontario diverrebbe anche il servizio civile. L'accettazione dell'iniziativa implicherebbe infine l'abolizione della tassa d'esenzione dal servizio militare.
Gli argomenti del "si"
I sostenitori dell'iniziativa, promossa dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), qualificano il sistema attualmente in vigore come un intralcio inammissibile, da parte dello stato, alla formazione, all'ingresso nel mondo del lavoro e ai progetti famigliari dei giovani svizzeri. Definiscono quindi anacronistica l'idea per cui la Svizzera debba disporre di un esercito di 100'000 soldati. L'obbligo di servizio, per i favorevoli al testo, corrisponde ormai ad un modello superato.
Gli argomenti del "no"
All'iniziativa si oppongono Governo, Parlamento, come pure gli esponenti di un comitato interpartitico secondo cui il testo punta in realtà alla soppressione integrale dell'esercito. Da parte sua il Consiglio federale ritiene che la volontarietà del servizio non consentirebbe di assicurare la sicurezza della Svizzera: la funzionalità dell'esercito dipenderebbe dall'afflusso di un numero sufficiente di volontari e a risultare destabilizzate sarebbero quindi le stesse capacità operative dell'esercito.
Red.MM/ARi
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