Le prove fornite da Washington sull'uso di armi chimiche da parte di Damasco non convincono Mosca. Secondo il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, che ha parlato all'Università di Mosca, i documenti americani "hanno molte incongruenze" e "non contengono fatti".
Gli Stati Uniti, inoltre, non fornirebbero conferme più dettagliate. "Dicono che è tutto segreto: vuol dire che non ci sono elementi per la cooperazione internazionale".
Lavrov ha poi ribadito di volere una soluzione diplomatica e ha rinnovato l'invito agli USA per il vertice bilaterale annullato da Washington.
Damasco si appella all'ONU
Nel frattempo, la Siria ha chiesto alle Nazioni Unite di impedire "ogni aggressione" sul proprio territorio, dopo le dichiarazioni del presidente americano Barack Obama.
In una lettera indirizzata al segretario generale Ban Ki-moon e alla presidente del consiglio di sicurezza Cristina Perceval, il rappresentante della Siria all'ONU Bachar Djaafari chiede di "favorire una soluzione politica alla crisi".
Secondo Damasco, il cui esercito rimane in stato di allerta malgrado la prospettiva di un attacco si sia quanto meno allontanata nel tempo, "il Consiglio di sicurezza deve mantenere il suo ruolo di garante, appunto, della sicurezza, impedendo l'assurdo ricorso alla forza a dispetto della legittimità internazionale".
Red. MM
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Il servizio di Manjula Bhatia
RSI Info 02.09.2013, 14:14










