Il presidente statunitense ha annunciato sabato la sua decisione di condurre un'azione militare "limitata" contro degli obiettivi in Siria.
"Ho deciso di punire Damasco per l'uso dei gas", che ha provocato più di 1'400 morti il 21 agosto vicino alla capitale siriana, ha affermato l'inquilino della Casa Bianca, specificando la volontà di avere l'autorizzazione da parte del Congresso.
L'attacco statunitense, ha aggiunto, "potrebbe essere domani, fra una settimana o un mese" e sarà limitato nella portata, aggiungendo che l'ONU è "completamente paralizzato e non vuole affrontare Assad".
Voto del congresso sull'uso della forza dopo il 9 settembre?
Il voto del Congresso sull'uso della forza in Siria si dovrebbe tenere dopo il 9 settembre, alla ripresa dei lavori del parlamento statunitense ma secondo fonti dell'emittente TV CNN i democratici di Capitol Hill stanno valutando la possibilità di chiedere una convocazione anticipata del Legislativo. I repubblicani al momento preferirebbero , sempre secondo la CNN, aspettare lunedì prossimo.
Le prime reazioni internazionali
La prima reazione internazionale all'annuncio del presidente statunitense è stata quella del premier britannico David Cameron che su Twitter ha scritto: "Comprendo e sostengo la posizione di Barack Obama sulla Siria". L'inquilino della Casa Bianca nel suo discorso ha definito la Gran Bretagna come "il nostro alleato più stretto".
Dal canto suo il presidente francese François Hollande ha ribadito al presidente Barack Obama in una telefonata poco prima della conferenza stampa alla Casa Bianca, la sua determinazione a punire la Siria.
RedMM
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La corrispondenza di Thomas Paggini
RSI Info 01.09.2013, 00:51









