Ticino e Grigioni

Telefonini a scuola: giro di vite al primo giorno

Le nuove direttive del DECS sono entrate in vigore stamani, con il divieto anche alle elementari

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Cellulari e le nuove regole a scuola

Il Quotidiano 30.03.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Valentina Bonfanti-Formenti e Roberta Rinaldi / ARi 

Per i telefonini, nella scuola dell’obbligo in Ticino, è iniziata oggi, lunedì, una nuova era: la modalità “aereo” infatti non è più sufficiente e i cellulari vanno spenti. Da stamani è così scattata l’applicazione della direttiva in materia emanata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). Ma come è andato questo primo giorno alle elementari e alle medie?

Il Quotidiano della RSI ha fatto il punto, recandosi anzitutto alla scuola comunale di Valmara. “Tutti gli allievi che fanno richiesta alla direzione e passano tramite colloquio”, spiega la direttrice dell’istituto Tania Gerosa, “ricevono l’autorizzazione per poter portare a scuola lo smartwatch” Ma “sono tenuti la mattina a depositarlo” all’interno di una cassetta, che “viene tenuta nelle classi dal docente titolare”. Al rientro a casa i ragazzi possono quindi riprendere gli smartwatch e, una volta fuori dal sedime scolastico, accenderli ed eventualmente comunicare con i suoi genitori.

Nuove direttive e nuove modalità, quindi, anche alle scuole comunali. Va detto che nella sede di Val Mara già da prima dell’entrata in vigore, l’uso dei dispositivi non era consentito. Ora, “questa direttiva è sicuramente un passo nella giusta direzione”, commenta Gerosa, poiché “riesce a porre delle basi comuni per tutto il territorio”.

Ai nostri microfoni una madre si dice d’accordo con la nuova direttiva, precisando che la sua famiglia abita a Maroggia e che il figlio va a scuola con i mezzi pubblici. “Sappiamo esattamente a che ora parte” l’autopostale e “a che ora” il ragazzo “arriva a scuola”. Quindi “penso” che il telefonino “non sia indispensabile”, conclude.

Smartphone e smartwatch restano quindi spenti e non visibili dall’inizio alla fine delle lezioni. Una direttiva che si fa sentire meno a livello di scuola elementare dove gli allievi con dispositivi sono molto pochi: uno solo, nella sede di Val Mara.

I figli risultano però meno reperibili e controllabili da parte dei genitori. Ma una soluzione potrebbero essere i sistemi di geolocalizzazione. “C’è chi tende a metterli nelle cartelle dei bambini, nelle giacche”, rileva la direttrice, precisando che ciò per il suo istituto “non è un reale problema, proprio perché non va a ledere tutto quello che è la privacy”.

E alle medie? “Ora i ragazzi possono socializzare”

E alle medie? Le telecamere del Quotidiano hanno seguito l’applicazione delle nuove regole alla sede di Lugano-Besso. “Le novità principali”, spiega il direttore Patrick Gobbi, consistono sicuramente nel fatto di “avere tutto il sedime scolastico coperto dalle direttive”. Inoltre anche le pause pranzo, che prima rappresentavano una ‘zona grigia’ sono adesso “off-limits”. C’è stato quindi “un inasprimento che sicuramente è benvenuto” e i ragazzi possono ora “dedicarsi a socializzare con i compagni e ad apprendere”.

Da oggi il cellulare non può essere più utilizzato nemmeno all’esterno dell’istituto. A sorvegliare l’osservanza del divieto, i docenti e la direzione. Ma cosa ne pensano i ragazzi? Un’allieva giudica eccessivo il divieto sul piazzale, mentre un altro studente afferma di non usare all’esterno il cellulare, perché “alla fine parlo sempre con gli amici e non ne ho bisogno”.

Divieto anche in gita scolastica

Le stesse regole varranno anche durante le gite scolastiche di più giorni. Ma “è chiaro che, essendo in un contesto un po’ diverso, magari ci saranno dei momenti nei quali accorderemo di utilizzarlo”, precisa il direttore, “previo comunque un avviso sul foglio dell’uscita” che i genitori firmeranno.

Agli allievi che non rispetteranno le regole, verranno ritirati i telefonini. Essi saranno quindi riconsegnati solo a fine giornata. Ma fra le novità rientra anche una maggiore comunicazione con le famiglie. Prima, spiega Gobbi, le famiglie venivano avvisate “se era reiterato il comportamento”. Adesso invece, per ogni ritiro, “abbiamo deciso che si avviserà la famiglia”.

Se l’allievo trasgredirà più volte, il suo cellulare verrà ritirato e sarà consegnato solo ai suoi genitori. Intanto però alle medie di Besso si può dire che il primo giorno sia andato abbastanza bene. I cellulari ritirati, infatti, non sono stati infatti tantissimi.

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Da oggi cellulari vietati anche alle scuole elementari e dell'infanzia ticinesi

SEIDISERA 30.03.2026, 18:00

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