L'economia cantonale ticinese è quella che in tutta la Svizzera è stata maggiormente colpita dall'apprezzamento del franco e la successiva abolizione del cambio minimo con l'euro. Il dato emerge da uno studio pubblicato mercoledì dal Credit Suisse a 5 anni dall'ultima analisi del genere svolta sulla situazione e le prospettive del Ticino.
Gli autori ricordano l'importanza che rivestono nella regione il turismo e l'industria dell'esportazione, fortemente esposti alle fluttuazioni valutarie. "Il calo dei pernottamenti è più forte che in altre regioni", ha detto Sara Carnazzi Weber di Credit Suisse in occasione della presentazione dello studio.
A questo si aggiunge anche una carenza manifesta nel settore delle infrastrutture, compresi i trasporti, con le tutte riposte in AlpTransit, che si spera faccia "aumentare il bacino potenziale". La vulnerabilità del settore delle esportazioni si traduce anche nell'oltre 55% delle imprese ticinesi effettuate in zona euro, contro meno del 46% della media nazionale.
ATS/px




