Trentasei mesi al “magazziniere” della coca. È la condanna inflitta, venerdì a Lugano, dalle Assise criminali a un cittadino italiano che ha stoccato in casa propria oltre mezzo chilo di stupefacente. Ad impartire gli ordini era “Il Tigre”, il ticinese arrestato lo scorso anno a Tenerife con l’accusa di dirigere un traffico internazionale di droga.
Circa 520 grammi di cocaina è il quantitativo, secondo gli inquirenti, che l’imputato ha trasportato e detenuto nel proprio appartamento del Sopraceneri. Fatti collocati tra settembre e novembre del 2024, con un compenso di circa 22’000 franchi. Nella casa sono stati trovati una settantina di grammi.
L’imputato, processato con il rito abbreviato dal giudice Curzio Guscetti, ha ammesso tutto senza opporsi a quanto proposto dalla procuratrice Anna Fumagalli, che ha chiesto 36 mesi, di cui 16 da espiare.
Pugliese, 28enne, era giunto in Ticino dopo esperienze come cuoco in Belgio e nei Grigioni. Voleva continuare nella ristorazione, ma le difficoltà nella professione lo avevano, a suo dire, spinto ad arrotondare, come magazziniere della coca. “Volevo tirarmene fuori, stavo per farlo ma sono stato arrestato”, ha detto in aula.
La persona processata oggi è un “pesce piccolo” all’interno dell’organizzazione criminale. È una persona in difficoltà economiche, che immagazzinava lo stupefacente seguendo le indicazioni del noto “Tigre”, che la Procura ticinese ritiene a capo di un vasto traffico internazionale di cocaina.
Molti ricordano le immagini di un anno fa dell’uomo braccato su un tetto di Tenerife, che cerca di sfuggire alla polizia. Il “Tigre”, anche lui 28enne, del Locarnese, è ritenuto membro di una cellula della cosca calabrese Barbaro. Attualmente si trova a piede libero in Italia, per motivi procedurali non chiari secondo il Ministero pubblico ticinese, ma su di lui pende sempre un ordine internazionale di arresto.
Le fasi concitate dell'arresto
Altri complici verranno processati sempre in Ticino, mentre il “magazziniere” verrà scarcerato fra pochi giorni, avendo già espiato anticipatamente parte della pena. Sarà espulso dalla Svizzera per 5 anni.








