Le autorità retiche hanno calcolato che l'effettivo di cervi che ha svernato nei Grigioni ha raggiunto la soglia dei 15’000 capi e, quindi, il limite di sostenibilità. Con la caccia, pertanto, si devono impedire conseguenze negative per l'habitat, in particolare per i boschi di protezione, ma anche per gli stessi animali, viene sottolineato in una nota diramata mercoledì.
Gli effettivi di selvaggina (cervi, caprioli, camosci alle basse quote, stambecchi in Engadina, cinghiali nel Grigioni meridionale) devono essere regolati per mantenere minimi gli effetti negativi sul loro habitat, contendendo entro limiti sopportabili i danni al paesaggio rurale e non deve ridurre la funzione del bosco di protezione, viene ricordato nel comunicato.
Nei prossimi dieci mesi, quindi, vi dovrà essere una riduzione di oltre 5’000 animali, attraverso la caccia con licenza. E’ pure stato avviato un progetto per la sorveglianza e la spiegazione della migrazione dei cervi nella zona di confine tra la Mesolcina e il cantone Ticino.
Red.MM/Swing






