Ticino e Grigioni

Truffa alle casse malati, psicoterapeuti prosciolti

I due anziani del Locarnese, comparsi alla sbarra assieme a uno psichiatra, erano accusati di aver ottenuto rimborsi per circa 1,6 milioni di franchi

  • 28 marzo 2023, 20:00
  • 29 giugno 2023, 08:55
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Psicologi assolti

Il Quotidiano 28.03.2023, 19:00

Di: Quotidiano/redMM

Si chiama psicoterapia delegata. Riconosciuta dall’assicurazione di base, viene svolta su delega di uno psichiatra a determinate condizioni. Ed è proprio sui presunti mancati presupposti che ruotava il processo apertosi venerdì contro tre imputati, tutti del Locarnese.

Da un lato il secondo dei due medici deleganti (subentrato dopo il decesso del primo). Dall’altro un’anziana coppia di psicoterapeuti, accusati di avere lavorato nell’illegalità per quasi un decennio, dal gennaio del 2008 al marzo del 2017. Il tutto a spese di una dozzina di casse malati, con un danno complessivo di quasi 1,6 milioni di franchi (due terzi dei quali, circa, addebitabili all’84enne; il resto al marito). Questo, dal 2016 al 2017, in combutta con lo psichiatra comparso assieme a loro alla sbarra.

Da parte sua – sosteneva la procura – non c’era stata la supervisione necessaria. I due psicoterapeuti avevano operato in maniera indipendente, emettendo migliaia di fatture rimborsabili, semmai, dall’assicurazione complementare del paziente (e non da quella di base).

Di qui le ipotesi di truffa e di falsità in documenti. Reati che però sono caduti. La Corte, presieduta da Francesca Verda Chiocchetti, ha esaminato quanto stabilito, in materia, dal Tribunale federale delle assicurazioni. Il medico deve sorvegliare le attività terapeutiche, sì. Ma è lui stesso – ha ricordato la giudice – a decidere, secondo le circostanze, la misura del monitoraggio.

Un monitoraggio che la Corte ha ritenuto adeguato, considerando l’alto profilo dei due professionisti e l’approfondita conoscenza che lo psichiatra aveva di loro. Sia il 76enne (difeso da Giovanni Celio), sia la coppia (difesa da Andrea Giudici) sono quindi stati prosciolti.

In aula la procuratrice Raffaella Rigamonti aveva chiesto 20 mesi di carcere sospesi per l’83enne e 30 mesi per la moglie. Oltre alla conferma del decreto d’accusa emesso nei confronti dello psichiatra, con cui proponeva una pena pecuniaria (pure sospesa) di 57’000 franchi e una multa di 2’000. Ora Rigamonti valuterà se presentare o no un annuncio di appello.

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