L'Unione democratica di centro (UDC) propone di iscrivere nella Costituzione federale la preminenza del diritto nazionale su quello internazionale (con riserva per quello internazionale imperativo, come il divieto di tortura o di genocidio).
È necessario un dibattito a livello nazionale
La legislatura internazionale, infatti, tende ad "insinuarsi subdolamente" in quella statale a scapito dei diritti popolari e dei cantoni. Ogni adeguamento delle leggi elvetiche al diritto internazionale dovrebbe essere suggellato dalla Costituzione, da una legge o da un trattato sottoposto a referendum.
A dipendenza del seguito che si potrà dare alla proposta, il partito del presidente Toni Brunner potrebbe presentare atti parlamentari ad hoc oppure lanciare un'iniziativa popolare.
Stando al partito, anche gli esperti sono convinti del fatto che il diritto svizzero subisca pressioni da parte dell'internazionale, basti solo pensare alla difficoltà di applicare la legge prevista dall'iniziativa sull'espulsione dei criminali stranieri.
Un'iniziativa simile era stata respinta nel 2012
Un primo tentativo di ampliare i diritti popolari in materia di trattati internazionali è stato respinto dal popolo nel giugno 2012: l'iniziativa popolare "Accordi internazionali: decida il popolo", che voleva che i trattati internazionali contenenti norme di diritto fossero sottoposti a referendum obbligatorio quando toccavano settori importanti o comportavano una spesa unica di oltre un miliardo di franchi o nuove spese ricorrenti di oltre cento milioni di franchi, era stata infatti rifiutata con il 75% dei voti.
Red.txt/MM
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La corrispondenza di Johnny Canonica
RSI Info 12.08.2013, 20:26
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L'intervista di Roberto Porta a Daniel Th?rer, professore di diritto a Zurigo
RSI Info 12.08.2013, 20:28








