L’associazione per un territorio senza grandi predatori, fondata in Ticino lo scorso inizio di giugno, lancia un grido d’allarme. Le segnalazioni sono in aumento, così come le predazioni (13 certe e 5 da accertare solo quest’anno). Ne va della sopravvivenza, affermano i responsabili del gruppo, di una cospicua fetta di economia alpestre.
L’associazione, che ad oggi conta poco meno di 200 membri, agisce, da qualche tempo, sotto il mantello dell’omonimo raggruppamento creato a livello nazionale visto che il problema non è solo ticinese ma riguarda l’intero arco alpino dove i grandi predatori sono in aumento. A rischio non sono quindi lupi, linci e orsi ma gli allevatori di montagna.
Fonte di preoccupazione, per gli allevatori, oltre le lungaggini burocratiche per i risarcimenti, anche individuare dei luoghi sicuri per le loro greggi. Vi è infatti il timore che fra alcuni anni solo il 10 per cento dell’economia alpestre ticinese sopravviverà ai grandi predatori.
CSI/Red.MM/Swing
Dal Quotidiano:




