Emergono nuovi dettagli sul 60enne del Molise arrestato giovedì a Vacallo con l'accusa di essere "il banchiere della 'ndrangheta". L'uomo figura infatti nel Registro di commercio con una società attiva a Chiasso dal febbraio 2012 e con un capitale sociale di appena 20'000 franchi.
Come socio e gerente figura invece il figlio, che fino al giorno della reclusione alla Farera, abitava con lui e con un 46enne indagato e considerato uno dei boss della Cosca. La situazione sembra complicarsi e le autorità comunali, come spiega il sindaco Marco Rizza in un'intervista alle Cronache della Svizzera italiana, stanno ancora cercando di capire risvolti e retroscena.
Il "banchiere" è inoltre titolare di un permesso B, rilasciatogli dall'Ufficio stranieri, presumibilmente nel 2011, quando era residente a Mendrisio. Due anni fa, è arrivato a Vacallo, dove si era annunciato come dipendente, e il suo nome, come spiega ancora il sindaco è rimasto ignoto ai più fino alla sua iscrizione nel registro degli indagati della maxi operazione denominata "Rinnovamento".
CSI/Quotidiano






