Sulla scia dell’episodio di vendita su internet di schede elettorali venuti alla luce martedì, i rappresentanti dei vari partiti hanno reagito con più o meno fervore.
Per Rocco Cattaneo (PLR), i rischi c’erano, ma ciò era risaputo. Questi abusi, si può leggere nell’edizione di mercoledì del Corriere del Ticino, non devono però frenare l’utilizzo del nuovo sistema di voto per corrispondenza.
Opinione, questa, condivisa da quasi tutti i maggiori partiti. Non dai socialisti, però: il loro presidente, Saverio Lurati, ha infatti sottolineato come il suo movimento sia sempre stato contrario a questo tipo di suffragio “perché si presta a un’enormità di possibili distorsioni”.
Sergio Savoia (Verdi) ha comunque espresso una certa cautela: “dopo le elezioni bisognerà correre ai ripari affinché queste situazioni aberranti non si ripetano”.
Per Attilio Bignasca (Lega) l’indelicato gesto è stato effettuato da un “buontempone che ha scelto il modo peggiore per racimolare qualche soldo”.
Giovanni Jelmini (PPD), dal canto suo, considera l’accaduto “un fatto deplorevole”, ma si deve confidare nell’onestà dei ticinesi.
Secondo Gabriele Pinoja (UDC), infine, la vendita online è stata portata avanti da qualcuno “che ha dimostrato di disprezzare i diritti civici”.
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