Ticino e Grigioni

Verdi del Ticino al lavoro in vista delle cantonali

Assemblea del partito a Locarno: per il Consiglio di Stato gli ecologisti esplorano intese nell’ottica di un fronte progressista più ampio possibile

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Un momento dei lavori assembleari
02:40

SEIDISERA del 26.04.2026 - Il servizio di Christian Gilardoni

RSI Info 26.04.2026, 19:13

  • tipress
Di: SEIDISERA-Christian Gilardoni/ARi 

Si è svolta a Locarno oggi, domenica, l’assemblea dei Verdi del Ticino. Il coordinamento del partito è stato così incaricato di mettere a punto la strategia per le cantonali del prossimo anno.

Per la corsa al Consiglio di Stato gli ecologisti intendono presentarsi con un fronte progressista più ampio possibile. “Ci è stato dato il mandato di esplorare l’alleanza sicuramente con l’MPS e il PS, con cui siamo già in contatto”, ma anche di approfondirla con altre formazioni “con cui siamo anche in contatto, ma in modo meno intenso”: quindi “con Più Donne e anche col PC”, ha spiegato Samantha Bourgoin, co-coordinatrice del partito, ai microfoni di SEIDISERA.

Nelle analisi successive alle elezioni del 2023 era emerso che parte dell’elettorato dei Verdi si riconosce nelle politiche ecologiche, ma non in quelle sociali promosse dal partito. Inoltre l’alleanza col PS si era tradotta in un risultato inferiore alle aspettative. Ma i Verdi, ora, non hanno il timore che tale dinamica possa ripresentarsi? Il partito, risponde Bourgoin, è molto legato all’idea per cui è il lavoro in Parlamento a fare la differenza: per il Gran Consiglio ci sarà quindi una lista del partito e chi la voterà permetterà ai Verdi di fungere da pungolo, da volano in funzione dei temi ecologisti. “Perché come Verdi”, sottolinea, “siamo sicuramente i più credibili e i più agguerriti nel portare avanti i nostri temi”.

Per quanto invece concerne l’azione di governo, Bourgoin giudica “pericolosa” una destra che guadagna terreno “dando la colpa dei disavanzi alla sinistra e ai Verdi. Quindi, “insieme ad altre forze, ad altri movimenti, saremmo più forti”. Sempre in funzione del Consiglio di Stato, sono in molti ad attendere un “sì” per la corsa al Governo dall’attuale consigliera nazionale Greta Gysin. Ma è ancora troppo presto per pensare ai nomi. Gli obiettivi però sono chiari. “Qualora a destra UDC e Lega non dovessero correre insieme, si aprono strade interessanti”, osserva il co-coordinatore Marco Noi. Come “fronte progressista” sarebbe quindi “sicuramente allettante puntare anche al secondo seggio” nell’Esecutivo.

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