Trasparenza sulle decisioni parlamentari
Trasparenza sulle decisioni parlamentari (Kezstone)

Come votano i parlamentari

Il Monitor interattivo della RSI svela i dettagli di tutte le decisioni del Consiglio nazionale

L’attività del Consiglio nazionale come non si è mai vista. Il sito RSI in occasione della seduta delle Camere federali che prende il via lunedì 7 settembre inaugura un nuovo strumento interattivo: il monitor del Parlamento, sviluppato da Smartvote. In tempo reale e in pochi clic permette di sapere perfettamente come si è svolta una precisa votazione a Palazzo federale chiarendo chi si è espresso a favore, chi contro, chi si è astenuto e, anche, quale rappresentante del popolo era assente.

A differenza del Consiglio degli Stati, la Camera del popolo applica da tempo il principio di trasparenza. Tutti i dettagli relativi alle decisioni sono inseriti in una banca dati pubblica gestita dai Servizi del Parlamento cui il monitor interattivo è agganciato. Appena disponibili online vengono elaborati e utilizzati, entro breve, per garantire l’informazione sull’attività parlamentare. La banca dati contiene i dettagli di tutte le votazioni dall'inizio della presente legislatura nel 2011.

La presentazione grafica riprende esattamente l’emiciclo di Palazzo federale con la suddivisione nei vari gruppi dei 200 parlamentari. La lettura è facilitata dal ricorso ai colori: il rosso indica il no, il blu il sì, il grigio l’astensione, il bianco l’assenza (se scusata è indicato). Inoltre diversi filtri consentono di procedere a selezioni mirate per, ad esempio, verificare come hanno votato i rappresentanti di un cantone, di un gruppo politico oppure di un sesso.

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Un esempio: se a decidere sono gli assenti

Una delle decisioni più rilevanti adottate la scorsa sessione estiva tenutasi dal 1. al 19 giugno ha riguardato la revisione totale della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e delle telecomunicazioni (LSCPT). In votazione finale la novità è stata accolta in modo chiaro con 110 a 65 voti a favore.

 

Molto più controversa è stata, per esempio, la decisione su quanto tempo le aziende di telecomunicazioni devono conservare i dettagli delle chiamate (numeri, posizioni degli interlocutori ecc). La proposta di allungare il periodo da 6 a 12 mesi è stata accolta 95 a 87. In tal caso l’esito della votazione avrebbe potuto essere ben diverso i 15 deputati assenti (di cui 12 non scusati) fossero stati in aula.

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Diem

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