Mario Draghi (keystone)

"Agire senza preoccuparsi del debito"

Coronavirus: Mario Draghi, ex governatore della BCE, suggerisce ai governi di intervenire a sostegno dell’economia per evitare la recessione

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La Banca centrale europea (BCE) fa un passo in più per aiutare l'economia. Nel suo programma di acquisto titoli per 750 miliardi di euro il tetto massimo di acquisto titoli per ogni singolo paese era di un terzo del debito pubblico totale. Ora questo limite non ci sarà più. Il coronavirus quindi continua a creare molta apprensione per i suoi risvolti economici, e su questo tema si è espresso anche l'ex governatore della BCE, Mario Draghi.

Lo ha fatto, dopo mesi di silenzio, dalle pagine del Financial Times. Secondo Draghi la situazione è talmente drammatica che i Governi devono agire aumentando il loro debito pubblico per fornire la liquidità necessaria alle aziende in difficoltà.

Quando tutto questo sarà finito gli Stati dovranno anche farsi carico in parte o totalmente del debito accumulato dalle imprese, ha spiegato Draghi; in caso contrario il rischio è quello di vedere una inevitabile recessione trasformarsi in una depressione.

La priorità non è solo garantire un reddito di base a chi ha perso il lavoro, ha detto Draghi, ma bisogna pensare a proteggere le persone dalla perdita del posto di lavoro. In altre parole: aiutare le aziende private.

I privati hanno bisogno dell’aiuto dello Stato

Il settore privato non è colpevole di questa situazione, ha spiegato ancora Draghi, e da solo non potrà superarla. Ha bisogno di aiuto così come avvenne durante le ultime guerre mondiali. Molti Stati si sono già mossi, ha aggiunto, ma non basta: ci vuole un approccio più globale, mobilitando tutto il sistema finanziario e le banche dovranno concedere prestiti a interessi zero, con gli Stati a garantire questi prestiti. Praticamente Draghi evoca le misure prese ieri dal Consiglio Federale, che a messo a disposizione delle piccole e medie imprese 20 miliardi di franchi sotto forma di crediti e fideiussioni solidali.

Draghi conclude poi con un appello accorato: il costo di qualsiasi esitazione potrebbe essere irreversibile.

52 mio di credito da BancaStato

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Il Quotidiano di giovedì 26.03.2020

 
RG-Marzio Minoli/ludoC
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