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“È il tramonto dell’antipolitica”

L’analisi degli esperti dopo le regionali in Italia e le difficoltà di M5s e Lega

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Chi vince? Chi perde? Cosa cambia il risultato delle elezioni regionali per gli equilibri politici in Italia? Tempo di verdetti dopo il 3 a 3 scaturito dalle urne. Movimento 5 stelle e Lega escono ammaccati, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni rosicchia posizioni all’alleato Matteo Salvini. Dall’altra parte il Governo e il Pd escono rafforzati da questa tornata di amministrative, soprattutto viste le premesse. Vero, il Partito democratico perde le Marche ma tiene in Puglia, Toscana e Campania.

E allora, che succede adesso? Il governo Conte, ci spiega l’editorialista di “Repubblica” Stefano Folli, potrà andare avanti “senza quegli scossoni che sembravano messi in conto” e qualcosa è destinato a cambiare negli equilibri dell’Esecutivo.

 

In particolare, aggiunge Folli, “il Pd, che ha subìto molto l’iniziativa politica dei 5 stelle in questo primo anno di Governo, adesso ha la possibilità di mettere sul tavolo le proprie condizioni”. Perché è vero che con la vittoria al referendum i pentastellati si consolano, ma “sul piano dei consensi elettorali escono molto impoveriti”.

Ma c’è qualcosa di più stando a Roberta Bracciale, professoressa di comunicazione politica all’Università di Pisa e Piero Ignazi, docente di politica comparata all’Università di Bologna.

 

“I 5 stelle non hanno più una spinta, sono molto divisi e non riescono più ad esprimere un progetto”, sottolinea Ignazi, secondo cui i cosiddetti grillini hanno perso l’occasione di puntare sulla “green economy”. Inoltre, aggiunge il politologo, forse bisogna sottolineare che “l’antipolitica sta tramontando” come dimostra anche il buon dato sulla partecipazione. Questo, sebbene il referendum abbia sancito con nettezza la volontà di tagliare il numero dei parlamentari (69,6% di favorevoli).

Sul declino dell'antipolitica è d'accordo anche l’esperta di comunicazione Roberta Bracciale: c’è “una certa forma di populismo comunicativo”, che si basa su emotività e negativizzazione, “che sembra essere in una fase di deflusso; complice l’effetto Covid che ha portato a una trasformazione della comunicazione politica che sarà da indagare meglio nelle prossime settimane”.

Già, l’effetto Covid si è visto anche nel successo dei governatori uscenti. Come il leghista Luca Zaia, 76% dei consensi. Il suo exploit sommato alla battuta d’arresto di Matteo Salvini rischia di riaccendere tensioni mai sopite tra l’ala lombarda e quella veneta del Carroccio. 

Giuseppe Bucci
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