I Paesi UE hanno condannato chiaramente gli attacchi iraniani alle monarchie del Golfo. Nei riguardi degli Stati Uniti e di Israele, che hanno di fatto violato il diritto internazionale, non vi sono state reazioni così decise. Perché? Come si spiega questa prudenza? Ne ha discusso a SEIDISERA Stefano Stefanini, già ambasciatore alla NATO per l’Italia.
La decisione di non prendere una posizione netta è giustificata dal fatto che “tutta l’Europa è stata presa di sorpresa da questo attacco americano-israeliano, su cui gli europei non sono stati assolutamente informati”, spiega Stefanini. A caldo, i Paesi europei si sono “rifugiati su due assi: la condanna dell’Iran per i programmi nucleari missilistici e l’invito all’Iran, nella rappresaglia, di non colpire i Paesi del Golfo”.
La posizione dell’Europa è condizionata da molti fattori, tra i quali la storia dei singoli Stati, ma soprattutto la paura che gli Stati Uniti possano abbandonare l’Ucraina nel caso si esprimessero critiche riguardo all’operazione in Iran. Cosa succederebbe se gli Stati Uniti chiedessero aiuto ai Paesi europei? È possibile che ciò accada? Mentre storicamente gli USA erano interessati ad avere alleati europei nelle loro operazioni militari, l’amministrazione Trump ha invece “adottato questo atteggiamento del ‘non abbiamo bisogno di nessuno’”. Qualcosa potrebbe comunque cambiare a breve, con la richiesta dell’utilizzo delle basi militari, su cui, però, “c’è già una divergenza fra Stati Uniti e Regno Unito per l’uso delle basi nelle Isole Chagos e nell’Oceano Indiano”. “L’impressione è che in Iran ci sia un forte nocciolo duro del regime, che ha intenzioni e mezzi per resistere”, perciò, nel caso in cui il conflitto dovesse prolungarsi, gli USA potrebbero chiedere l’intervento dei Paesi europei, in cambio della difesa del Vecchio Continente. “Dovranno fare una scelta difficilissima. Alcuni diranno di sì, altri no”.
L’unico Paese che si è opposto con fermezza alla guerra è la Spagna, molto critica riguardo alla politica estera americana e particolarmente rispettosa del diritto internazionale. Altri, invece, pensano che l’Iran sia una minaccia. In passato c’erano dei Paesi, come la Russia “che mostravano di fatto un completo disprezzo del diritto internazionale”, poi c’erano gli Stati Uniti, “che almeno nei modi mantenevano le esigenze del diritto internazionale”. Nel 2003, con la Guerra del Golfo, si presentò, infatti, una situazione in cui “gli Stati Uniti andarono in Consiglio di Sicurezza (ONU, ndr), fecero il loro caso, non ottennero l’autorizzazione, ma mostrarono un interesse almeno a seguire i canoni del diritto internazionale”. L’amministrazione Trump non sono però stati dati segnali in questo senso, perciò “siamo costretti ad accettare un mondo in cui il diritto internazionale rimane la teoria”, conclude Stefanini, ricordando che “la pratica delle grandi potenze è l’uso della forza, quando si ritenga più importante del diritto internazionale”.

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