Un campo nomadi (KEYSTONE)

“Censire i campi nomadi”

Il ministro degli interni italiano Matteo Salvini in una circolare: “Riaffermare la legalità con un piano di sgomberi”

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Una relazione “sulla presenza di insediamenti rom, sinti e camminanti" in Italia entro due settimane. È quanto ha chiesto martedì con una circolare inviata a tutti i prefetti il ministro degli interni italiano Matteo Salvini. L’obbiettivo: avere un quadro chiaro sui campi abusivi “per predisporre un piano di sgomberi”.

Due settimane di tempo per i prefetti
Due settimane di tempo per i prefetti (keystone)

La “ricognizione urgente” di tutti i campi autorizzati e abusivi, da effettuare – si legge nella circolare –  nel rispetto dei “diritti della persona e delle normative nazionali e internazionali”, dovrà riguardare la tipologia degli insediamenti e la densità abitativa, le condizioni dei campi (presenza di reti idriche, elettriche e fognarie, allacci abusivi), la presenza di strutture fisse e mobili, il numero di minori presenti negli insediamenti, le loro condizioni e le percentuali di abbandono scolastico.

Il ripristino della legalità ventilato da Salvini mira al “superamento delle situazioni di degrado” attraverso un "progressivo sgombero delle aree abusivamente occupate".

Il precedente di Berlusconi

E se Salvini passa all’azione dopo aver ventilato la misura a più riprese negli ultimi mesi, nella storia politica recente si conta già un precedente dalle intenzioni simili. Nel 2008 infatti l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo ministro degli interni Roberto Maroni dichiararono lo “stato di emergenza” per i nomadi. In quel caso vennero nominati tre prefetti responsabili di censire i campi, ma l’emergenza fu dichiarata illegittima un anno dopo dal Tar prima e dal Consiglio di Stato poi.

RG/ANSA/dielle
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