Giovanni Kappenberger
Giovanni Kappenberger (©Ti-Press)

“Hanno perso tutto”

Giovanni Kappenberger lancia l’appello: “bisogna aiutare i nepalesi; in arrivo la stagione dei monsoni”

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A quasi due settimane dal terremoto che ha letteralmente messo in ginocchio il Nepal, si moltiplicano le azioni di sostegno a favore della popolazione nepalese. “La gran parte della gente ha perso tutto, i morti sono migliaia e il loro numero continuerà a crescere anche nei giorni a venire perché in molte zone rurali i soccorsi non sono ancora arrivati”, racconta Giovanni Kappenberger, noto glaciologo ticinese, da decenni vicino alla popolazione colpita dal sisma.

 

“Al momento non esiste una mappa precisa dei danni. Io sono quotidianamente in contatto con alcuni abitanti della valle del Langtang, letteralmente rasa al suolo”, ci racconta al telefono l’ex metereologo di Locarno Monti, che in merito aggiunge: “Questa zona la conosco molto bene perché la frequento da oltre una ventina di anni per studi glaciologici, fornendo anche un aiuto diretto agli abitanti”.

Proprio durante l’intervista, però, squilla il telefonino del nostro interlocutore che annuncia: “Mi stanno chiamando proprio ora dal Nepal, devo interrompere questa intervista…”. Intervista che riprenderemo, poco dopo esser venuti a conoscenza che il Governo nepalese ha deciso di interrompere le ricerche di eventuali superstiti, invitando i team di ricerca provenienti da 34 paesi a tornare a casa.

 

Una corsa contro il tempo

Da più parti si moltiplicano le iniziative a sostegno dei terremotati. Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso di stanziare un contributo di 30'000 franchi a favore delle regioni colpite. Donazioni sono raccolte anche dalla Catena della solidarietà e da diverse organizzazioni tra cui kamforsud.

bin

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