Si parla di acquisto, di associazione, c’è pure chi teme una vera e propria invasione armata. Sulla Groenlandia circolano ipotesi diverse. Ma un dato è certo: gli Stati Uniti hanno da tempo rapporti con l’isola artica, in un quadro che coinvolge anche la Danimarca e le autorità locali.
Tra Washington e Copenaghen esiste dal 1951 un accordo di difesa che riguarda la Groenlandia. Firmato durante la Guerra fredda da Stati Uniti e Danimarca, il patto garantisce agli Stati Uniti l’accesso militare al territorio groenlandese e la possibilità di costruire e gestire installazioni strategiche.
Secondo Mikkel Runge Olesen, ricercatore del Danish Institute for International Studies, l’accordo lascia ampi margini di manovra a Washington: sulla base di quell’intesa, ha osservato al New York Times, gli Stati Uniti “possono fare praticamente ciò che vogliono”.
Nel 2004 l’accordo è stato aggiornato per includere anche il governo della Groenlandia, che nel frattempo aveva ottenuto un’ampia autonomia interna. Da allora, Nuuk ha diritto a essere consultata circa qualsiasi modifica significativa rispetto alle operazioni militari statunitensi.

Testimonianza dalla Groenlandia con Robert Peroni
SEIDISERA 07.01.2026, 18:00
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Strategia militare
La presenza americana in Groenlandia risale alla Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto, la Germania nazista aveva installato sull’isola postazioni meteorologiche considerate strategiche. Con la Danimarca occupata, gli Stati Uniti intervennero per scacciare i nazisti, garantire la sicurezza del territorio e costruirono diverse infrastrutture militari.
Durante la Guerra fredda, la Groenlandia assunse poi un ruolo rilevante nella strategia difensiva del Nord Atlantico. Con la fine del confronto Est-Ovest, la presenza militare statunitense si è ridotta ed è oggi concentrata in un’unica installazione, la Pituffik Space Base, nel nord-ovest dell’isola.
La base spaziale di Pituffik
La base svolge funzioni di sorveglianza e di allerta precoce, consentendo di rilevare il lancio di missili che attraversano il Polo Nord e di seguirne la traiettoria. L’analista danese Peter Ernstved Rasmussen ha definito Pituffik al NYT “l’occhio più esterno della difesa americana”, sottolineandone il valore operativo: “è insostituibile”.
Ma la rilevanza strategica della Groenlandia risale addirittura al XIX secolo. Tra i primi a mostrarvi interesse fu il Segretario di Stato statunitense William H. Seward, passato alla storia per l’acquisto dell’Alaska nel 1867, che considerava l’isola rilevante sia per le sue risorse naturali sia per la sua posizione geografica. Da allora, l’ipotesi di un’acquisizione da parte USA è riemersa più volte. Nel 1930, l’allora primo ministro danese fece pubblicare un annuncio sul Financial Times con un messaggio destinato a restare: “la Groenlandia non è in vendita”.
La Groenlandia è anche un nodo rilevante per la navigazione marittima. Diverse rotte commerciali attraversano le acque artiche che la circondano e, con il cambiamento climatico e la progressiva riduzione dei ghiacci, questi passaggi stanno diventando sempre più praticabili per periodi più lunghi dell’anno.
Statuto della Groenlandia
La Groenlandia non fa parte dell’Unione Europea. È uscita dalla Comunità europea nel 1985, dopo un referendum, per diventare un territorio associato. Alla base della scelta vi erano soprattutto questioni legate alla politica della pesca.
La Groenlandia fa invece parte della NATO, non come Stato indipendente ma in quanto territorio autonomo del Regno di Danimarca.

Le mire USA sulla Groenlandia
Telegiornale 07.01.2026, 12:30








