Gli obiettivi per il 2020 non sono stati raggiunti (keystone)

AIDS, la situazione peggiora

Bambini e adolescenti sono le principali vittime di questo virus, la cui lotta è rallentata nel 2019 a causa della pandemia

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La pandemia di coronavirus ha fatto rallentare i progressi nella lotta all’AIDS, che era già stata frenata nel corso del 2019. Nella prima parte del 2020 molti servizi di terapia e diagnosi sono stati interrotti, vanificando così gli obiettivi previsti per quest’anno. Lo hanno fatto sapere OMS e Unicef pubblicando, in occasione del primo dicembre, Giornata mondiale dell’AIDS, le cifre riguardanti questa malattia nel mondo.

Nel 2019 sono state 38 milioni le persone sieropositive nel mondo, 1,7 milioni le nuove diagnosi e 690'000 i decessi collegati all’HIV (tra questi, 110'000 minorenni). Quelli che pagano le maggiori conseguenze sono bambini e adolescenti, che spesso vengono trascurati e non hanno accesso alle cure. Lo scorso anno 320'000 bambini e adolescenti hanno contratto il virus, ossia uno ogni 100 secondi, ma solo poco più della metà ha avuto accesso a terapie salvavita. A confronto, l’85% delle loro madri e in generale l’82% degli adulti sieropostivi hanno avuto accesso ai farmaci necessari.

Diversamente dagli anni precedenti, in cui la modalità di trasmissione più frequente erano i rapporti eterosessuali, nel 2019 per la prima volta la quota di nuove diagnosi riferibili a uomini che hanno rapporti intimi con altri uomini è pari a quella attribuibile ai rapporti etero (42%).

L’obiettivo del 2020, ormai impossibile da raggiungere, era il cosiddetto “90-90-90”: avere il 90% dei sieropositivi consapevoli della loro situazione, il 90% delle persone diagnosticate in terapia e il 90% di questi ultimi in situazione di soppressione virale. Traguardi mancati che, sottolinea l’OMS, renderanno ancora più difficile raggiungere la fine dell’AIDS nel 2030.

 

Due virus diversi

La differenza principale tra il virus dell'HIV e il coronavirus è che per il primo si è praticamente rinunciato a cercare un vaccino, poiché si tratta di un virus estremamente mutevole, ma si hanno a disposizione farmaci estremamente efficaci che ne impediscono la replicazione. Per quanto riguarda il Covid-19, invece, non esistono farmaci efficaci e si punta quindi sul vaccino, anche se attualmente non si sa per quanto tempo gli anticorpi resteranno nel sangue. A spiegarlo ai microfoni della RSI è Luigia Elzi, specialista delle malattie infettive dell'EOC.

ATS/RG/mrj
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