Sciiti nel mirino dell'IS, decine di morti
Sciiti nel mirino dell'IS, decine di morti (keystone)

Afghanistan, strage nella moschea

Le vittime sono musulmani sciiti che stavano pregando a Kunduz - L'ombra dell'IS dietro l'attacco kamikaze

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L'autoproclamato Stato islamico ha rivendicato l'esplosione in una moschea sciita della città di Kunduz, nel nord-est dell'Afghanistan, che oggi (venerdì) ha fatto oltre 80 morti e 143 feriti, secondo l'ultimo bilancio. A compiere l'attentato, il più grave dal ritiro delle forze armate statunitensi completato il 30 agosto, è stato un kamikaze. Alcune fonti parlano di due. I fedeli presenti erano almeno 300.

L'attacco di venerdì arriva cinque giorni dopo l'esplosione di una bomba in una moschea a Kabul che ha fatto cinque morti: un atto che poi è stato anch'esso rivendicato dall'IS.

La leadership talebana è alle prese con una crescente minaccia da parte da parte del gruppo islamista Khorasan, espressione locale dell'IS, che ha preso di mira le minoranze religione in Afghanistan. Lo stesso gruppo ha rivendicato l'attentato dello scorso 26 agosto all'aeroporto di Kabul in cui sono morti 169 afghani e 13 militari americani, durante gli ultimi giorni del caotico ritiro statunitense.

 
AP/eb
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