Assemblea generale delle Nazioni Unite 2019 (Keystone)

"Al primo posto le persone"

È questo l'invito del segretario generale dell'ONU Antonio Guterres in apertura dell'Assemblea generale a New York

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"La Carta delle Nazioni Unite invia un chiaro messaggio a tutti noi: mettere al primo posto le persone", sono queste alcune parole del discorso di Antonio Guterres che ha aperto l'Assemblea generale dell'ONU, in corso a New York. Il segretario ha lanciato due iniziative: una strategia per contrastare i discorsi di incitamento all'odio e un piano d'azione per sostenere gli sforzi per salvaguardare i siti religiosi e difendere il diritto alla libertà di culto.

 

"Le persone hanno diritto alle libertà fondamentali che ogni paese ha promesso di sostenere - ha sottolineato - eppure oggi siamo in un momento critico in cui i progressi compiuti nel corso dei decenni vengono limitati e invertiti. Vediamo un'impunità di ampio respiro, anche per le violazioni del diritto internazionale umanitario, e fioriscono nuove forme di autoritarismo".

"L'amazzonia non è patrimonio dell'umanità"

 

Tra i primi a intervenire c’è stato il presidente brasiliano Jair Bolsonaro che ha ribadito la sua posizione in materia di protezione dell'Amazzonia. "È sbagliato affermare che l'Amazzonia fa parte del patrimonio dell'umanità" ha detto, accusando alcuni paesi di avere un atteggiamento coloniale.

Trump attacca Iran e Cina

Molti i temi toccati dal presidente statunitense Donald Trump. Toni particolarmente forti nei confronti dell'Iran che mette in guardia minacciandolo con un possibile irrigidimento delle sanzioni se Teheran non dovesse cambiare atteggiamento. L'inquilino della Casa Bianca ha invitato gli altri paesi a non finanziare "la sete di sangue" dell'Iran che sta alimentando le guerre in Siria e Yemen e sperperando la sua ricchezza in una "fanatica ricerca per le armi nucleari". Dal canto suo l'omologo iraniano Hassan Rohani ha dichiarato "essere aperto a discutere delle modifiche sull'accordo nucleare, a patto che gli Stati Uniti tolgano le sanzioni".

Anche la Cina non è passata in secondo piano nel discorso di Trump. Il presidente accusa Pechino di non essere riuscito a mantenere le promesse che ha fatto quando la Cina è entrata a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio nel 2001. Il paese avrebbe effettuato pratiche predatorie che sono costate milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti e in altri paesi.

 
Reuters/ANSA/ATS/AFP/Nad
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