Industrie e trasporti sono tra i principali responsabili dell'emissione di gas serra (Reuters)

Allarme ONU sulle emissioni di gas serra

Gli scienziati dell'IPCC: "Senza riduzione immediata di CO2, impossibile limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi" - Svizzera uno dei 20 Paesi più inquinanti

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"Senza una riduzione immediata e considerevole delle emissioni di CO2 in tutti i settori, limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi è impossibile". Questo il messaggio di allarme lanciato nell'ultimo rapporto diffuso oggi (lunedì) dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC). Gli scienziati dell'ONU sottolineano che il 10% delle famiglie più ricche è responsabile fino al 45% delle emissioni e ricordano che, per mantenere il mondo "vivibile", le emissioni devono scendere dal "picco entro tre anni", mentre bisogna "ridurre carbone, gas e petrolio almeno del 60% entro il 2050".

"L'evidenza è chiara: il momento dell'azione è adesso. Possiamo dimezzare le emissioni entro il 2030 e abbiamo opportunità in tutti i campi, dalle città all'industria, all'agricoltura", sottolineano gli esperti dell'ONU in cambiamenti climatici "Abbiamo gli strumenti e il know-how necessari per limitare il riscaldamento globale".

"Nel periodo 2010-2019 le emissioni globali medie annue di gas serra hanno raggiunto i livelli più alti della storia dell'umanità, ma il tasso di crescita è rallentato", si legge nel rapporto.

Dal 2010 si sono registrate, spiega l'Ipcc in una nota, "diminuzioni sostenute fino all'85% dei costi dell'energia solare ed eolica e delle batterie.

"L'ONU: "Siamo a un bivio"

"Siamo a un bivio. Le decisioni che prendiamo ora possono garantire un futuro vivibile. Abbiamo gli strumenti e il know-how necessari per limitare il riscaldamento", ha affermato il presidente dell'IPCC, Hoesung Lee.

"Opzioni per dimezzare le emissioni entro il 2030"

Secondo gli esperti, "abbiamo opzioni in tutti i settori per almeno dimezzare le emissioni entro il 2030". In particolare, "limitare il riscaldamento globale richiederà grandi transizioni nel settore energetico. Ciò comporterà una sostanziale riduzione del consumo di combustibili fossili, elettrificazione diffusa, maggiore efficienza energetica e uso di combustibili alternativi (come l'idrogeno)".

"Efficienza energetica e sobrietà potrebbero tagliare le emissioni del 70%"

"Avere le giuste politiche, infrastrutture e tecnologie in atto per consentire cambiamenti al nostro stile di vita e dei comportamenti può portare un 40-70% di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2050. Questo offre un notevole potenziale non sfruttato", sottolinea il copresidente dell'Ipcc Working Group III, Priyadarshi Shukla. "L'evidenza mostra anche che questi cambiamenti nello stile di vita possono migliorare la nostra salute e il nostro benessere".

Per gli esperti dell'IPCC, "anche le città e altre aree urbane offrono opportunità significative per la riduzione delle emissioni. Attraverso un minor consumo di energia, elettrificazione del trasporto in combinazione con fonti di energia a basse emissioni e il potenziamento di assorbimento e stoccaggio del carbonio utilizzando la natura". Per il copresidente dell'IPCC Working Group III, Jim Skea, "l'azione in questo decennio è fondamentale per catturare la mitigazione potenziale degli edifici".

"La Svizzera è uno dei venti Paesi più inquinanti"

Le raccomandazioni dell'IPCC sono valide per la Confederazione, non c'è un'eccezione svizzera. Lo afferma Julia Steinberger, professoressa di economia ecologica all'Università di Losanna e autrice principale del capitolo 3 del rapporto.

Steinberger sottolinea poi come la Svizzera non sia un allievo modello in materia, dato che è uno dei venti Paesi più inquinanti in termini di emissioni di CO2 pro capite dovute al consumo. "La decrescita energetica è possibile, attraverso l'efficienza, la sobrietà e le rinnovabili" e ciò mantenendo una buona qualità di vita per tutti, ha aggiunto.

I vari rapporti dell'IPCC mostrano che è un'azione urgente è veramente necessaria, aggiunge la professoressa. La transizione avrebbe potuto essere più dolce se avessimo iniziato 20 o 30 anni fa, ma il punto positivo oggi è che le possibilità non sono mai state così buone. Per Julia Steinberger, i combustibili fossili sono tre volte pericolosi: per la nostra salute, per il clima e anche a livello geopolitico. È quindi nel nostro interesse uscirne.

ATS/M. Ang.
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