Una donna mostra la foto dei suoi fratelli uccisi in Siria davanti alla sede del tribunale
Una donna mostra la foto dei suoi fratelli uccisi in Siria davanti alla sede del tribunale (keystone)

Anwar Raslan condannato all’ergastolo

L’ex colonnello dei servizi di intelligence siriani era a processo in Germania per crimini contro l’umanità

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Anwar Raslan, ex colonnello dei servizi di intelligence siriani con un ruolo di primo piano nella repressione del dissenso politico sotto Bashar al-Assad, accusato della morte di molti prigionieri e di migliaia di casi di tortura, è stato condannato all'ergastolo in Germania per crimini contro l'umanità.

La Suprema corte regionale di Coblenza si è espressa alla fine di un processo durato quasi due anni, da più parti definito "politico" e che si basa sul principio, applicato dalla giustizia tedesca, della giurisdizione universale.

Il colonnello Raslan, oggi 58 anni, era stato arrestato a Berlino nel 2019. Era in Germania da cinque anni, arrivato assieme alla famiglia come "rifugiato politico" dopo esser stato aiutato a fuggire da influenti membri dell'opposizione in esilio. Questi stessi oppositori al regime di Assad lo avevano persino accreditato per partecipare nel 2014 ai "colloqui di pace" di Ginevra mediati dall'Onu.

Sebbene non sia accusato di aver compiuto direttamente torture, il colonnello Raslan aveva diretto, tra il 2011 e il 2012, il famigerato Dipartimento 251 della Sicurezza dello Stato a Damasco. L'accusa al processo di Coblenza ha affermato che tra il 2011 e il 2012 è stato responsabile di torture e violenze sessuali contro 4'000 persone, per lo più attivisti pacifici e dissidenti politici, fermati durante la repressione governative delle proteste anti-regime. Raslan è anche accusato di aver provocato la morte, in seguito a maltrattamenti, di più di 30 detenuti.

Nel 2013, gli oppositori in esilio si erano fatti convincere dal colonnello Raslan di farlo fuggire di nascosto dalla Siria verso la Turchia in cambio di informazioni segrete sulla struttura del potere di Damasco. Le informazioni, mai fornite da Raslan, avrebbero dovuto aiutare le opposizioni a far cadere Assad. Il raìs è invece rimasto al potere, grazie soprattutto al sostegno decisivo di Russia e Iran. E alle elezioni presidenziali dell'anno scorso è stato riconfermato per altri sette anni, fino al 2028.

A febbraio scorso, sempre il tribunale di Coblenza, aveva condannato a quattro anni e mezzo di detenzione Eyad Gharib, un membro di basso rango dei servizi di repressione di Damasco e collegato al Dipartimento 251 diretto da Raslan. Gharib è stato riconosciuto colpevole di complicità nel commettere crimini contro l'umanità.

Human Rights Watch: “Una svolta per la giustizia”

La condanna all'ergastolo per crimini contro l'umanità costituisce "una svolta in direzione della giustizia per i gravi crimini commessi in Siria": lo scrive l'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw), che in una nota parla della sentenza come di un "momento significativo per quei civili sopravvissuti alle torture e alle violenze sessuali nelle carceri della Siria". "Oltre 10 anni dopo aver commesso le violazioni in Siria, la sentenza della corte tedesca è un faro a lungo atteso per chi spera che la giustizia possa trionfare", scrive Hrw, aggiungendo che "altri Paesi dovrebbero seguire l'esempio della Germania e promuovere sforzi concreti per perseguire i gravi crimini commessi in Siria".

ATS/dielle
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