Beirut: nuovi crolli a 2 anni dalla tragedia

Tensioni a Beirut, nel giorno del secondo anniversario della catastrofe al porto. Crollo emblematico di nuovi silos e bombe della polizia contro i manifestanti

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Chi transita lungo il porto di Beirut non può non notarli: gli enormi silos per cereali, distrutti nel 2020 dalla violentissima esplosione avvenuta in un deposito nello scalo marittimo della capitale libanese. Una deflagrazione che ha causato ferite profonde: i morti, infatti, furono più di duecento e migliaia i feriti. 

 

A due anni esatti di distanza, ad indignare la popolazione, è lo stallo in cui si trova l’inchiesta che dovrebbe accertare le cause esatte della catastrofe. A provocarla, furono le tonnellate di nitrato d’ammonio immagazzinate nei cilindri in pessime condizioni, di cui le autorità erano da anni a conoscenza. Le stesse autorità, che attualmente stanno bloccando il procedimento giudiziario tramite ricorsi e tentativi di ricusazione di magistrati.

Sulla vicenda ha svolto delle minuziose ricerche Aya Majzoub, di Human Rights Watch, che è giunta ad una conclusione: “Nell’accaduto sono implicati politici libanesi; non solo i responsabili della sicurezza, ma anche presidente e primo ministro. Sapevano della presenza e della pericolosità del nitrato d’ammonio e non hanno fatto niente per proteggere il popolo”.

Ad oggi, nessuno è ancora comparso davanti a un giudice, e le famiglie delle vittime chiedono un’indagine internazionale. Anche perché, al momento, in carcere in attesa d’imputazione si trovano decine di impiegati del porto di medio e basso rango, accanto ad alcuni dirigenti dello scalo marittimo. Unici capri espiatori di un dramma collettivo.

E quasi emblematicamente, nel giorno dell’anniversario della tragedia e durante le manifestazioni per la commemorazione delle vittime, altri silos danneggiati dall’esplosione del 2020 sono crollati. Si tratta del secondo incidente di questo tipo in quattro giorni, dopo quello avvenuto domenica. Nel frattempo, la polizia locale ha fatto ricorso a bombe assordanti contro dei dimostranti che invocavano giustizia per l’accaduto.

 
TG/SEIDISERA/GF
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