La chiesa di San Giuseppe a Seriate (keystone)

Bergamo, "i morti sono oltre il doppio"

Un'inchiesta dell'Eco di Bergamo e Intwig rivela che i decessi nella provincia sarebbero stati almeno 4'500 a marzo

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Le persone morte in provincia di Bergamo a causa del coronavirus nel mese di marzo sarebbero almeno 4'500, e non 2'060 come affermano i bollettini ufficiali della Protezione civile. A sostenerlo è l’Eco di Bergamo che ha svolto un’indagine assieme all’agenzia di analisi dei dati Intwig, raccogliendo informazioni dai singoli comuni e facendo dei raffronti con i tassi di mortalità del passato.

Nella città di Bergamo, ad esempio, a marzo di quest’anno sono morte 553 persone contro le 125 del 2019. Di questi 553 decessi, soltanto 201 sono stati classificati dalle autorità come riconducibili al Covid-19. Come si spiegano gli altri 352 decessi, a fronte di una media “naturale” di circa 200? In questa zona grigia dei numeri, nel capoluogo come nel resto della provincia (che conta circa 1,1 milioni di abitanti) ci sarebbero molti altri casi di coronavirus sfuggiti completamente alle statistiche istituzionali.

 

“Di soli 2'060 - i decessi ‘ufficiali’ certificati ‘Covid-19’ avvenuti negli ospedali - conosciamo tutto: età, sesso, malattie pregresse. Nulla sappiamo degli altri 2’500. - scrivono gli autori della ricerca - Molti sono anziani, morti nel letto di casa propria o nelle residenze sanitarie assistite. Nonostante i sintomi inequivocabili, come riportano le testimonianze di medici e famigliari, non sono stati sottoposti a tampone per accertare la positività alla malattia. Sul certificato di morte si legge solo ‘polmonite interstiziale’”.

(keystone)

Partendo da queste nuove stime sui decessi e ipotizzando un tasso di mortalità del virus dell'1,57%, secondo giornalisti e ricercatori si potrebbe supporre che ad essere contagiato è quasi il 26% della popolazione della provincia di Bergamo. “Stiamo parlando di circa 288’000 persone, il 25,9% della popolazione, rispetto agli 8'803 accertati positivi a ieri (martedì, ndr)”, spiega Aldo Cristadoro, fondatore di Intwig.

Nei giorni scorsi, mentre si assisteva alle immagini dei camion militari che trasportavano centinaia di bare, gli stessi sindaci della Bergamasca avevano parlato di dati ufficiali che rappresentavano solo "la punta dell'iceberg" del problema.

eb
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