Il ministro degli esteri russo Lavrov (Keystone)

"Bombe" a distanza tra Lavrov e Blinken

Dopo aver parlato, il ministro russo ha abbandonato il Consiglio di sicurezza. La replica del segretario di stato USA: "La minaccia nucleare di Putin cessi immediatamente"

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Bombe, per fortuna solo verbali, sono volate giovedì sera tra Russia e Stati Uniti durante la riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU. "L’Ucraina sta diventando uno stato totalitario di tipo nazista e l’Occidente è ormai parte del conflitto" ha detto Sergei Lavrov.

Al termine del suo intervento il ministro degli esteri russo ha lasciato la sala senza attendere la replica degli altri membri del Consiglio. "Non vuole sentire", ha detto il ministro degli esteri britannico James Cleverly, mentre il suo omologo ucraino Dmytro Kouleba ha affermato che "come i soldati russi sul campo di battaglia, anche i diplomatici russi stanno fuggendo".

Il monito lanciato da Putin sull’utilizzo di "tutti i mezzi a sua disposizione" è stato quindi stigmatizzato dal segretario di Stato statunitense Anthony Blinken: "I membri del Consiglio di sicurezza - ha detto Anthony Blinken - devono dire alla Russia che la minaccia di ricorrere alle armi nucleari deve cessare immediatamente". Non possiamo permettere, ha aggiunto, "che il presidente Putin continui a fare a pezzi la legalità e l’ordine mondiale".

Il capo della diplomazia americana ha condannato anche l’escalation innescata dal Cremlino con la mobilitazione di 300'000 riservisti e l’organizzazione di referendum nelle aree dell’Ucraina sotto il controllo di Mosca.

"La Russia deve sapere una cosa, non riuscirà mai ad ucciderci tutti" ha dal canto suo affermato il ministro degli esteri di Kiev, ironizzando anche sulla mobilitazione: "Quando in febbraio la Russia ci ha invaso nel giro di 24 ore migliaia di ucraini all’estero sono rientrati per difendere la loro patria. Al contrario dopo l’annuncio della mobilitazione migliaia di russi stanno fuggendo dal loro paese".

RG/Ats/Spi
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