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Iran: la piazza ribolle, ma Khamenei minaccia

Sempre più di massa, fra dimostrazioni e disordini, le dimensioni della protesta - Il regime però “non arretrerà”, ha ammonito la guida suprema Khamenei

  • Ieri, 11:16
  • Ieri, 11:25
Disordini e manifestanti qui ripresi nella città di Kermanshah, nell'ovest del Paese

Disordini e manifestanti qui ripresi nella città di Kermanshah, nell'ovest del Paese

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Di: AFP/ANSA/Reuters/ARi 

La Repubblica islamica “non arretrerà” di fronte ai “sabotatori”. Così ha dichiarato l’ayatollah Khamenei, in un breve discorso nella mattinata di oggi, venerdì, in risposta ai disordini e alle proteste che da quasi due settimane stanno attraversando il Paese. La guida suprema dell’Iran ha puntato il dito su “alcuni rivoltosi” che, danneggiando le proprietà pubbliche, intendono così facendo compiacere il presidente degli Stati Uniti. Trump, ha sostenuto, ha le “mani sporche del sangue” degli iraniani e il regime, ha quindi ammonito, non tollererà persone che agiscono come “mercenari per stranieri”.

L'ayatollah Khamenei, dal 1989 alla guida dell'Iran

L'ayatollah Khamenei, dal 1989 alla guida dell'Iran

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Toni insomma tutt’altro che concilianti, mentre la protesta in Iran sta assumendo dimensioni sempre più di massa. È quanto attestano video diffusi in rete e da BBC Persian, con enormi folle di manifestanti che, nella notte di oggi, venerdì, hanno marciato attraverso Teheran e altre città, nel quadro di quella che si configura come la più grande dimostrazione di forza da parte degli oppositori degli ultimi anni. Anche la CNN riferisce di “proteste di massa in diverse città dell’Iran, con dimostranti che bloccano le strade e appiccano incendi nelle vie della capitale”.

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Proteste antigovernative per le strade di Teheran

RSI Info 09.01.2026, 09:49

In alcuni filmati che circolano sui social si constata un braccio di ferro tra i manifestanti e le forze di sicurezza, con il rumore di spari in sottofondo. Da rilevare che i manifestanti, in base a video verificati negli ultimi giorni da AFP, intonano anche slogan come “È la battaglia finale, Pahlavi ritornerà”: un esplicito riferimento al principe Reza, figlio dello Scià deposto nel 1979, il quale dall’esilio ha esortato i dimostranti a mantenere il controllo delle strade e a creare blocchi per impedire una maggiore repressione.

Due poliziotti sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da individui armati nella città sud-occidentale di Lordegan, riporta sempre BBC, citando l’agenzia Fars, vicina alle Guardie Rivoluzionarie. Sono invece almeno 45 i manifestanti che, stando ad una ONG iraniana con sede in Norvegia, sono stati uccisi nei primi 12 giorni di proteste nazionali in corso.

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Proteste antigovernative per le strade di Teheran

RSI Info 09.01.2026, 09:48

E mentre Turkish Airlines, la compagnia aerea turca di bandiera, ha annunciato la cancellazione dei suoi voli diretti a Teheran oggi, nel Paese si registra un blackout totale di Internet: benché non siano chiare la ragioni di questa interruzione, va rilevato che il regime ha già bloccato il web in risposta a proteste nel passato.

Reza Pahlavi, figlio dello Scià travolto dalla rivoluzione islamica nel 1979

Reza Pahlavi, figlio dello Scià travolto dalla rivoluzione islamica nel 1979

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Il regime islamico, sempre più alle prese con la contestazione interna, deve poi fare i conti con le pressioni degli Stati Uniti: Donald Trump infatti aveva già minacciato gravi conseguenze se le autorità continueranno a uccidere i manifestanti. Reza Pahlavi, intanto, si appresterebbe a incontrare il capo della Casa Bianca, martedì prossimo, nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. La notizia è stata data nelle ultime ore da una nota influencer dell’estrema destra USA. E un incontro col presidente, se sarà confermato, rafforzerebbe l’ambizione del principe di assurgere a leader delle proteste.

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Notiziario 10.00 del 9.01.2026

RSI Info 09.01.2026, 10:09

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