Brasile, la guerra all'inflazione

Presidenziali del 2 ottobre: il tema economico è stato centrale in questa campagna elettorale; sono diverse le strategie anti-crisi messe in campo per aiutare chi è più in difficoltà

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La situazione economica ha occupato uno spazio centrale nella campagna elettorale brasiliana.  Dopo anni di relativo controllo sull’inflazione, il Brasile ha registrato un’impennata dei prezzi che ha intaccato le possibilità di risparmio della classe media e colpito maggiormente i più poveri, già danneggiati dagli effetti devastanti della pandemia.

L’inflazione è arrivata nel primo semestre dell’anno al 12% per poi scendere di 2-3 punti alla vigilia delle elezioni, grazie soprattutto ai sussidi sociali e ai tagli del prezzo del carburante decisi dal Governo di Jair Bolsonaro. L’effetto di queste misure nel portafoglio della gente inizia a farsi sentire, ma la ripresa è ancora troppo lenta e per questo molti brasiliani corrono ai ripari cercando nuove forme di risparmio, anche nella spesa di tutti i giorni.

In un Paese fortemente digitalizzato, con oltre duecento milioni di linee attive di telefonia mobile, stanno prendendo piede delle nuove app che offrono sconti su prodotti alimentari o servizi. Una di queste è "Food to save", attraverso il quale è possibile acquistare "borse sorpresa" con prodotti prossimi alla data di scadenza in ristoranti, panifici o fast food. I clienti possono contenere i costi, mentre gli esercenti evitano gli sprechi, potendo recuperare almeno i costi di produzione.  Nuove strategie anti-crisi, in attesa che la situazione economica migliori, con la creazione di posti di lavoro impieghi e una ripresa generale della produzione e degli investimenti.

Emiliano Guanella
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