Ambiente

La silenziosa ecatombe degli insetti

L’impatto degli insetticidi neonicotinoidi è micidiale per la biodiversità e può ricadere anche lontano dai luoghi di applicazione

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Insetticidio

Il giardino di Albert 17.01.2026, 17:00

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Di: Red. Il giardino di Albert/Davide Conconi 

Uno studio tedesco pubblicato qualche tempo fa su PLOS ONE ha rivelato che nell’Europa occidentale, a partire dal 1990, è scomparso circa il 75% della massa di invertebrati e la ricerca ci sta mostrando che gli effetti di questa ecatombe si stanno manifestando in tutti gli ambienti, naturali e coltivati.

Trappole per insetti "tenda Malaise" in un campo di ricerca in Germania

Trappole per insetti "tenda Malaise" in un campo di ricerca in Germania

  • IMAGO / AGAMI

Un’ecatombe con “effetto a cascata”

Insetti e invertebrati, seppur in parte considerati fastidiosi e di aspetto ripugnante, rivestono un ruolo importantissimo. Anche volendo ostinarci a considerarli solo dal punto di vista di una nostra utilità, ci rendiamo conto che essi sono fornitori di servizi ecosistemici fondamentali: sono alla base dell’impollinazione dei vegetali, mantengono la fertilità dei suoli a lungo termine e costituiscono la base alimentare per tantissime specie animali. Ecco perché fra i ricercatori di questo settore c’è preoccupazione. La diminuzione della biomassa osservata di insetti e invertebrati minaccia tutti gli ecosistemi, portando allo svuotamento dei fiumi dai pesci e dei cieli dagli uccelli.

Un terzo di tutto quello che mangiamo necessita l'impollinazione da parte di insetti

Un terzo di tutto quello che mangiamo necessita l'impollinazione da parte di insetti

  • IMAGO / imagebroker

I neonicotinoidi, un gioiello tecnologico …forse troppo

Al centro di questa crisi, come mostrato nel documentario correlato, ci sono i neonicotinoidi, una classe di insetticidi immessi sul mercato a partire dagli anni ‘90. Questi composti chimici sono polverizzati sulle piante o vengono applicati direttamente sui semi. Si tratta di insetticidi sistemici che penetrano all’interno dei tessuti vegetali e, veicolati dalla linfa, raggiungono ogni parte della pianta rendendola interamente insetticida, nettare e polline compresi. Sebbene siano stati inizialmente acclamati come una “rivoluzione agricola” per la loro efficacia contro i parassiti, è emerso che uccidono indiscriminatamente ogni insetto, inclusi quelli utili (dal nostro punto di vista) come le api.

la "concia" (il rivestimento) dei semi è una delle modalità di applicazione di insetticidi neonicotinoidi

la "concia" (il rivestimento) dei semi è una delle modalità di applicazione di insetticidi neonicotinoidi

  • IMAGO / Pond5 Images

Tossici, solubili in acqua e persistenti, i neonicotinoidi diventano un problema

L’imidacloprid, il primo neonicotinoide inventato, era cento volte più tossico di tutti i precedenti insetticidi. La molecola agisce in maniera molto mirata sul sistema nervoso degli insetti: paralizza l’animale, creando uno stimolo nervoso permanente. L’azione è già micidiale a concentrazioni bassissime e al di sotto dell’infima dose letale, l’insetto vede già la sua vitalità compromessa. Sono sostanze solubili in acqua perché sono state studiate per viaggiare nella linfa delle piante. Questa caratteristica, però, le rende molto mobili negli ecosistemi e dunque si spostano anche molto lontano dal luogo di applicazione grazie al ruscellamento di superficie e all’acqua contenuta nel suolo e nelle falde. Addirittura, recentemente in Giappone, tracce di neonicotinoidi sono state rilevate nella pioggia. Una volta arrivati nei corsi d’acqua, i neonicotinoidi sono micidiali per invertebrati, crostacei e insetti acquatici, ovvero per la base alimentare dei pesci. I ricercatori hanno poi scoperto che i neonicotinoidi sono anche persistenti nell’ambiente. Questa caratteristica non sorprende perché sono stati ideati per rimanere attivi all’interno della pianta trattata almeno per tutta la sua vita che dura mesi. Ma, altro che mesi, recenti studi hanno messo in evidenza che alcuni neonicotinoidi permangono attivi nel suolo anche per decine d’anni. Questo determina il fatto che un campo trattato negli anni precedenti rimane “insetticida” ancora parecchi anni dopo l’interruzione del trattamento.

Imidacloprid: struttura molecolare dell'insetticida più usato al mondo

Imidacloprid: struttura molecolare dell'insetticida più usato al mondo

  • IMAGO / Depositphotos

I neonicotinoidi sono pericolosi per l’essere umano?

Nonostante a livello di mediatori chimici il funzionamento del sistema nervoso sia abbastanza simile fra insetti e vertebrati, l’azione di questi principi attivi era considerata specifica soprattutto per i recettori nervosi degli insetti. Forse anche per questa ragione, gli effetti a lungo termine sull’uomo, e in particolare sullo sviluppo dei bambini, non sono stati studiati prima della loro omologazione. Più recentemente, studi in Giappone hanno rilevato neonicotinoidi nelle urine dei neonati, e si sospetta un loro legame con l’aumento delle anomalie comportamentali e delle malattie mentali nei bambini. Anche una ricerca dell’Università di Neuchâtel, pubblicata nel 2022, ha dimostrato la presenza di neonicotinoidi nelle urine, nel plasma e addirittura nel liquido cerebrospinale di bambini, aprendo lo scenario dell’interazione possibile fra questi insetticidi e le fasi dello sviluppo del sistema nervoso centrale.

Coltivare la biodiversità diminuisce naturalmente l'impatto dei parassiti

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  • IMAGO / Pond5 Images

La grande pervasività e resistenza dei neonicotinoidi ci imporrebbe, ragionevolmente, di limitare i trattamenti con l’impiego di neonicotinoidi alle sole urgenze agronomiche, veterinarie e di salute pubblica. Proteggere gli insetti non è solo una questione ecologica, ma anche economica. Gli insetti impollinatori sono responsabili della riproduzione di oltre tre quarti delle specie coltivate, con un valore economico annuale, stimato dalla FAO, fino a 500 miliardi di euro a livello mondiale. I neonicotinoidi sono statti un’invenzione geniale e costituiscono una comoda soluzione per gli agricoltori. Ma, probabilmente, per assicurare il sostentamento alimentare delle future generazioni, l’unica scorciatoia possibile è quella di ripensare l’agricoltura e adottare pratiche più rispettose della vita e della biodiversità.

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