La scadenza per l'uscita di Londra dall'UE è prevista per il 29 marzo
La scadenza per l'uscita di Londra dall'UE è prevista per il 29 marzo (keystone)

Brexit, "non chiederemo rinvio"

La ministra britannica Andrea Leadsom chiarisce la posizione del Governo May dopo la bocciatura in Parlamento dell’accordo per l’uscita dall’UE

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Il Governo britannico di Theresa May non ha per il momento in programma di chiedere all’Unione europea (UE) un rinvio dei termini per l’uscita del Regno Unito rispetto alla scadenza del 29 marzo, malgrado la sconfitta di martedì ai Comuni: lo dichiarato oggi, mercoledì, alla BBC Radio 4 la ministra per il rapporti con il Parlamento Andrea Leadsom.

 

Ha invece confermato che la premier prevede, se si salverà dal voto di sfiducia previsto per questa sera, di incontrare esponenti dell’opposizione per creare una piattaforma d’accordo condivisa, ma al momento non con il leader laburista Jeremy Corbyn. Parole, queste, che hanno suscitato reazioni negative da parte del centrosinistra: "È ridicolo pensare che il governo pretenda di avviare un dialogo bipartisan senza parlare con i leader dei partiti d'opposizione a cominciare da Corbyn", ha dichiarato la laburista Yvette Cooper, esponente tra l’altro dell’ala del partito critica con l’attuale leadership. “May deve rendersi contro che il suo accordo è stato bocciato e riconoscere questa realtà”, ha aggiunto.

“Profondo rammarico per il risultato”

"Ci rammarichiamo profondamente per il voto", ha da parte sua dichiarato il capo negoziatore dell’UE per la Brexit, Michel Barnier, intervenendo oggi nel dibattito in aula a Strasburgo.

"Adesso è troppo presto per valutare tutte le conseguenze del voto – ha aggiunto –. Abbiamo sempre rispettato il dibattito parlamentare nel Regno Unito e continueremo a farlo, non speculerò sui vari scenari"

Notiziario delle 11.00 del 16.01.2019: le considerazione del capo negoziatore UE, Michel Barnier
Notiziario delle 11.00 del 16.01.2019: le considerazione del capo negoziatore UE, Michel Barnier
 

Secondo il capo negoziatore, "questo voto non è la manifestazione di una maggioranza positiva per un accordo alternativo a quello sul tavolo. Spetta alle autorità britanniche – ha aggiunto - fornire una valutazione di questo voto, e al Governo indicare come procedere verso un'uscita ordinata il 29 marzo".

Barnier ha poi ribadito che l'accordo raggiunto con l’Esecutivo britannico "è un buon accordo, il miglior compromesso possibile".

 
ludoC/ATS/ANSA
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