La partecipazione al voto si è attestata ad una quota storicamente bassa
La partecipazione al voto si è attestata ad una quota storicamente bassa (keystone)

Bulgaria, l'impasse è servita

L'esito delle elezioni conferma un quadro di difficile governabilità per il Paese: il partito conservatore di Boskov va in testa, ma seguito a breve distanza dai rivali centristi

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L'esito delle elezioni legislative in Bulgaria di ieri, domenica, conferma di fatto una situazione di stallo negli equilibri politici del Paese.

Il partito conservatore dell'ex premier Boiko Borissov si sta in effetti imponendo con una quota di preferenze compresa fra il 23% e il 25%. Sempre in base alle proiezioni, seguono però a breve distanza, con il 19-20% dei voti, i centristi capeggiati da Kiril Petkov. In un Parlamento frammentato, non sta emergendo una coalizione chiara per assicurare la governabilità. "La situazione è la stessa, se non più complicata, di quella emersa" dalle precedenti elezioni, ha intanto commentato un politologo nell'intervista all'emittente televisiva bTV.

Elezioni in Bulgaria

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Borissov ha insomma prevalso, ma la sua immagine si è anche appannata: preso di mira dalle manifestazioni di protesta del 2020 contro la corruzione, appare ora politicamente isolato e potrebbe avere difficoltà a trovare alleati, sottolineano gli analisti.

Intanto i bulgari sono stati chiamati per la quarta volta in 18 mesi a eleggere il loro Parlamento. E lo hanno fatto senza molta convinzione, se si considera un'affluenza alle urne che ieri, intorno alle 16.00, si attestava appena al 25%.

Bosnia e Bulgaria al voto

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ATS/ARi
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