Prima condanna per l'uccisione di Daphne Caruana Galizia (Reuters)

Caso Caruana, prima condanna

Uno degli imputati si è dichiarato colpevole dell'omicidio della giornalista maltese: dovrà scontare 15 anni di carcere

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A sorpresa uno dei tre uomini accusati dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia si è dichiarato oggi, martedì, colpevole ed è stato subito condannato a 15 anni di carcere dal Tribunale della Valletta. L'imputato Vince Muscat per la prima volta si è dissociato dai complici e ha ammesso di essere uno degli esecutori dell'omicidio. In precedenza tutti quanti avevano sempre respinto le accuse.

La giornalista maltese (53 anni) stava investigando su casi di corruzione che coinvolgevano i vertici politici del paese, quando il 16 ottobre 2017 è stata uccisa da una bomba che era stata piazzata nella sua auto. Tre uomini con precedenti penali erano stati accusati il giorno successivo: oltre a Muscat, i fratelli Alfred e George Degiorgio, poi arrestati nel dicembre del 2017.

La famiglia di Daphne Caruana Galizia spera ora che venga davvero fatta chiarezza completa attorno alla vicenda e che sia possibile fare giustizia.

 

Vince Muscat aveva già iniziato a collaborare con le autorità nel 2018, contribuendo ad individuare il taxista Melvin Theuma quale intermediario che aveva permesso di arrivare all'arresto e all'incriminazione del sospetto mandante dell'assassino, il noto imprenditore Yorgen Fenech, che però respinge le accuse.

La vicenda era costata il posto al premier maltese Joseph Muscat, costretto ad abbandonare la carica l’anno scorso a causa delle ondate di protesta popolari. L’ex primo ministro non ha però legami di parentela con il condannato.

 
AFP/ATS/eb
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