Lorenzo Fontana
Lorenzo Fontana (ansa)

Chi sono gli ultracattolici

Con la nomina di Lorenzo Fontana alla presidenza della Camera italiana, il termine è tornato alla ribalta - Vi spieghiamo la loro genesi ed evoluzione

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"L’ultracattolico leghista Lorenzo Fontana alla presidenza della Camera". Così titolava qualche giorno fa un articolo di Repubblica. E così hanno titolato quasi tutti i media italiani dando rilievo ad un termine, ultracattolico, che ha un significato preciso e che nei prossimi mesi ed anni è destinato ancora a far parlare di sé. Il rischio nell’immediato futuro, infatti, è che siano proprio loro, i cosiddetti ultracattolici, a prendere il sopravvento sui cattolici "normali", soprattutto in Europa.

Ma andiamo con ordine. Chi sono gli ultracattolici? Solitamente con questo termine s’intende una porzione degli stessi appartenenti alla Chiesa cattolica, ma di posizioni più tradizionaliste ed intransigenti. Si tratta, insomma di fedeli che non accettano di riconoscere come legittime le conquiste del Concilio Vaticano II, quell’assise che dal 1952 al 1965 convocò a Roma i vescovi di tutto il mondo per discutere i rapporti tra la Chiesa e la società moderna. Il Concilio fece fare notevoli passi in avanti alla comunità dei credenti. Ma questi passi sono oggi rinnegati dagli ultracattolici i quali, infatti, continuano a chiudersi su posizioni ormai oltrepassate, a celebrare la Messa con il rito antico in latino (superato dal Concilio) e ad aderire alla dottrina contenuta nel Catechismo di San Pio X che, pubblicato a fine Ottocento, venne poi ritenuto anch’esso superato da una nuova modalità di trasmissione degli stessi contenuti di fede. Dopo il Vaticano II gli ultracattolici hanno continuato ad esistere in tutta Europa. Alcuni, soprattutto in Francia, si sono legati in particolar modo alla Fraternità sacerdotale San Pio X fondata dal vescovo scismatico Marcel Lefebvre, un gruppo tradizionalista che a Ecône, nel comune di Riddes del Canton Vallese in Svizzera, ha praticato una fede ferma a prima del Concilio rinnegando apertamente qualsiasi conquista successiva. A detta dei suoi aderenti è stato proprio il Concilio ad aver aperto in Europa la strada di una secolarizzazione che ha allontanato i credenti dalla pratica religiosa.

L’opposizione ai Papi

Con Benedetto XVI al soglio di Pietro molti tradizionalisti più o meno vicini ad Ecône hanno rialzato la testa anche grazie alla liberalizzazione del rito antico concessa dal Papa tedesco nel 2007. Ma mentre Ratzinger aprì al ritorno del rito antico per un suo personale amore verso una modalità di celebrazione della Messa nella quale si era formato nella sua giovinezza in Baviera, molti tradizionalisti sono andati oltre questa apertura ritornando a chiedere la legittimazione della propria chiusura verso il Concilio e verso tutto ciò che ne è seguito. E a poco sono valse le prese di posizione critiche nei loro confronti da parte sia di Benedetto XVI sia di papa Francesco: gli ultacattolici hanno continuato imperterriti ad essere sordi nei confronti di ogni richiamo da parte di Roma e ad opporsi alle parole dei Pontefici arrivando anche a criticarli apertamente. Più volte Benedetto XVI è stato giudicato troppo poco deciso rispetto alle chiusure verso il mondo progressista. Spesso Francesco è stato definito «eretico» per il suo essere vicino a tutti, anche a coloro che storicamente la Chiesa aveva tenuto ai margini.

L’antagonismo alla società

Nel rapporto con la società odierna gli ultracattolici hanno mantenuto negli anni una posizione di totale chiusura. Anche Lorenzo Fontana, del resto, è stato definito ultracattolico proprio per delle sue prese di posizione intransigenti su più temi: il “no” all’aborto, la condanna dell’omosessualità e il “no” alle unioni fra omosessuali, il rifiuto dell’eutanasia, la condanna degli studi scientifici di gender bollati come “ideologia” che punterebbe alla distruzione della famiglia e di un supposto ordine naturale su cui si fonda la società. Ma se in generale questi ultracattolici manifestano le proprie posizioni a titolo personale, è documentato come dietro molti di loro vi sia una rete di associazioni finanziate da gruppi conservatori nordamericani i quali, come ha svelato un’analisi di OpenDemocracy resa nota due anni fa, dal 2008 hanno speso all’estero più di 280 milioni di dollari. Di questi, almeno 90 sono arrivati in Europa, mentre il resto è confluito in Africa e Asia. L’analisi, al di là dei dati economici, mostra un legame inossidabile fra questi “credenti” e le destre più conservatrici, a volte addirittura estreme, legami che, inevitabilmente, rischiano di mettere nell’angolo i cattolici più moderati imponendo un proprio “credo” come l’unico e vero Vangelo a cui aderire. Claire Provost e Nandini Archer, autrici dell’analisi di OpenDemocracy, hanno analizzato migliaia di documenti finanziari di 28 gruppi statunitensi formati perlopiù da cristiani oltranzisti evidenziando anche legami con i più stretti collaboratori dell’ex presidente statunitense Donald Trump. Gli investimenti hanno sostenuto in tutto il mondo le iniziative degli ultracattolici, prese di posizione intransigenti promosse con lo scopo di condizionare l’opinione pubblica, le leggi e le politiche nazionali, cercando in particolare d’impedire l’affermazione dei diritti sessuali e riproduttivi.

La rete del Congresso Mondiale delle Famiglie

Secondo OpenDemocracy dieci di questi gruppi sono partner del Congresso Mondiale delle Famiglie, un network ultraconservatore che promuove la cosiddetta “famiglia tradizionale” e alle cui iniziative ha aderito anche Fontana. Fondato dopo un incontro tra ultra conservatori americani e russi nel 1997, è stato definito un hate-group (gruppo d’odio) anti LGBTQI e incubatore per estremismi da alcuni osservatori per i diritti civili, come il Southern Poverty Law Center e lo Human Rights Campaign. Da anni organizza meeting regionali e internazionali in tutto il mondo, il più recente a Verona nel 2019 a cui Fontana concedette il patrocinio del Ministero che allora presiedeva, quello per la Famiglia e la Disabilità. I legami con Mosca sembrano evidenti: la Russia, per Fontana, è “il riferimento per chi crede in un modello identitario di società”. Cosa significa? Che loro “difendono famiglia e tradizione”.

Con gli ingenti finanziamenti di cui dispongono questi gruppi hanno gioco facile nel tentativo di sostenere un movimento “pro-vita” in Europa capace di influenzare, spacciandosi per autenticamente cattolico, le politiche dei Paesi europei. Secondo l’European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights, che raggruppa parlamentari da tutta Europa, questi gruppi “hanno creato reti transnazionali dove si incontrano regolarmente e si scambiano strategie e imparano l’uno dall’altro”. E ancora: “Sono pericolosi perché il loro obiettivo finale è spogliare alcune categorie di persone di alcuni loro diritti, ovvero chi possono amare, sposare, come avere figli e fondare una famiglia”. E sono pericolosi perché possono attirare nella loro rete anche tanti cattolici “normali”, di base, praticanti in parrocchie o appartenenti a semplici associazioni, che, per mancanza di discernimento o adeguata formazione, possono a loro volta aderire alle loro iniziative abbandonando il vero Vangelo.

 
Paolo Rodari
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