Cifre da mal di testa

Le statistiche sui morti e i contagi della pandemia sono allestite con criteri poco uniformi: i paragoni tra paesi risultano quindi difficili

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Le autorità sanitarie dei 188 paesi che al mondo sono stati colpiti dalla pandemia di Covid-19, Svizzera compresa, diffondono aggiornamenti quotidiani sui dati di morti e contagi. Si tratta di cifre che servono a capire lo stato e l’evoluzione dell'emergenza. Le statistiche, soprattutto quelle riguardanti i decessi, vengono però allestite con criteri non uniformi, tanto da renderle spesso incomparabili.

Il Belgio, ad esempio, include nel numero dei decessi legati al Covid-19 anche le persone che avevano i sintomi della malattia ma non sono stati sottoposti al test. In Italia, invece, il conteggio nelle case anziani non rispecchia la realtà, perché non tutti i residenti vengono sottoposti al tampone.

Una realtà comune anche alla Svizzera dove a complicare le cose sulla questione interviene anche l'autonomia cantonale. Nel nostro paese nella categoria dei morti non vengono inclusi i deceduti che, nelle strutture per la terza età e la quarta età o a casa, non sono stati sottoposti al test.

La Cina, da parte sua, ha cambiato il metodo di calcolo 6-7 volte e a Wuhan si sono corrette le cifre al rialzo, avendo imputato ad altre patologie i morti da o con Covid-19 registrati nei primi mesi, quando l'epidemia colpiva ancora soltanto la provincia dello Hubei.

DaPa
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