L'Académie ha cercato di tutelarsi dalle polemiche, come quelle già scoppiate nel 2020 attorno al caso Polanski (Archivio Imago)

Cinema, niente César per i violenti

L'Académie escluderà dalla cerimonia, che assegna i prestigiosi premi francesi, tutti gli artisti che hanno avuto a che fare con la giustizia

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Il prossimo 24 febbraio la tradizionale cerimonia dei César potrebbe essere radicalmente diversa. L'Académie des César, che assegna i prestigiosi premi del cinema francese, ha annunciato che saranno esclusi dalla cerimonia tutti gli artisti che hanno avuto a che fare con la giustizia per fatti di violenza.

Per rispetto delle vittime, anche presunte, è stato deciso di non dare visibilità a chiunque rischi una condanna per fatti di violenza, in particolare per reati di natura sessuale o sessista. Sono queste le parole dell'Académie che ha deciso di escludere dalla cerimonia non solo i condannati definitivi, ma anche i semplici iscritti nel registro degli indagati o i condannati in via non definitiva.

Gli esclusi potranno essere nominati e ricevere i premi, ma non potranno assistere alla cerimonia. Una decisione radicale presa dalle Académie dopo le rivelazioni sull'attore Sofiane Bennacer, giovane emergente e protagonista del film Forever Young di Valeria Bruni Tedeschi. L'attore è indagato per stupro e violenze dopo le accuse di una sua ex partner e di altre tre donne.

Anche se Sofiane Bennacer non è menzionato esplicitamente nel comunicato dell'Académie, è evidente che l'istituzione ha cercato di tutelarsi dalle polemiche.

Polemiche che avrebbero potuto ancora una volta creare una bufera attorno alla cerimonia, come è accaduto nel 2020, quando la premiazione di un film del regista Roman Polanski, accusato di stupro e in fuga dalla giustizia statunitense, aveva scatenato una vera e propria ondata di sdegno in Francia.

Diverse attrici avevano lasciato la sala in segno di protesta, sollevando un polverone mediatico che per diverse settimane aveva coinvolto tutto il mondo del cinema francese.

SEIDISERA/Annalisa Cappellini/Red.MM
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