L'organo era presieduto dal prete gesuita Francisco De Roux (keystone)

Colombia, "nessun futuro senza verità"

Consegnato il rapporto sulle atrocità commesse durante oltre mezzo secolo di conflitto interno fra Stato e guerriglia

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La Commissione per la verità creata dopo l'accordo di pace fra lo Stato e i guerriglieri delle FARC in Colombia ha consegnato martedì il suo rapporto sulle atrocità commesse durante oltre mezzo secolo di conflitto interno che ha causato 260'000 morti e 7 milioni di profughi interni. Sono state sentite oltre 14'000 vittime, non per emettere condanne (il compito di indagare sui crimini più gravi spetta ad altri organi) ma per consegnare alla storia la versione più veritiera possibile di quanto accaduto, all'insegna dello slogan "Il futuro è possibile solo con la verità".

"Abbiamo ricevuto la missione di ricostruire quello che è successo in questo conflitto armato durato 60 anni, di dare dignità alle vittime, contribuire a migliorare la convivenza nelle regioni colpite", ha detto il prete gesuita Francisco De Roux, presidente della commissione. In un teatro di Bogotà ha trasmesso il documento di 896 pagine al capo dello Stato eletto Gustavo Petro, il primo presidente di sinistra della storia colombiana recente che entrerà in carica il 7 agosto. Il suo predecessore, l'uscente Ivan Duque, contrario all'accordo di pace, non ha presenziato all'evento.

 

Il rapporto verrà reso pubblico a tappe nei prossimi mesi. Attraverso i racconti di ex combattenti, prigionieri e vittime vi vengono ripercorsi i crimini commessi da tutti gli attori della guerra: le Forze armate rivoluzionarie, i gruppi paramilitari di estrema destra e le forze di sicurezza. Sparizioni forzate, uccisioni, stupri, massacri hanno lasciato nei colombiani "un trauma collettivo trasmesso di generazione in generazione per decenni".

ATS/TG/pon
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