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“USA hanno violato il diritto internazionale in maniera profonda e brutale”

L’intervista della RSI ad Andrea Carati, professore di relazioni internazionali all’Università statale di Milano, sull’intervento militare di Trump contro il Venezuela

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SEIDISERA del 06.01.2026 - L’intervista ad Andrea Carati, professore di relazioni internazionali all’Università statale di Milano, di Nicola Lüönd

RSI Info 06.01.2026, 20:27

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Di: SEIDISERA - Nicola Lüönd / M. Ang. 

Le reazioni europee all’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non contemplano nessuna condanna diretta al presidente USA Donald Trump. Toni diversi sì ma reazioni blande. C’è chi si appella al diritto internazionale e chi invece ha parlato di intervento difensivo legittimo da parte statunitense, come ad esempio ha fatto la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni. SEIDISERA della RSI ha intervistato Andrea Carati, professore di relazioni internazionali all’Università statale di Milano, per avere una sua valutazione.

Di fronte a queste reazioni, che sembrano comunque piuttosto blande, qual è la sua valutazione di questa attitudine diciamo così europea?

“In effetti la risposta dei principali leader europei. la reazioni, sono state molto eterogenee, molto deboli in generale. L’unico denominatore comune è stata la condanna al regime di Maduro, in realtà. L’Europa si trova in una posizione molto difficile perché, da un lato è ormai da qualche anno esposta all’instabilità internazionale, in generale alla competizione o al ritorno della competizione fra grandi potenze nel sistema internazionale, dall’altro è l’anello debole, perché gli Stati europei non hanno le risorse per sostanziare l’autonomia strategica e per giocare un ruolo attivo anche nel sistema internazionale e per questo dipendono molto per la loro sicurezza ancora dalla NATO e quindi dagli Stati Uniti. Non sorprende che siano state, quindi, reazioni non di condanna frontale. A questo aggiungerei che gli europei hanno paura oggi di compromettere il dossier sull’Ucraina e già il debole negoziato cominciato alla fine dell’anno scorso. Per addivenire almeno a un cessate il fuoco, se non alla pace, in Ucraina”.

L’operazione militare statunitense in Venezuela è stata condannata dall’ONU. Sembra quasi che la Carta delle Nazioni Unite, che ha appena compiuto 80 anni di vita, sia citata da tutte le parti ma poi chi la rispetta sono davvero pochi ormai....

“La Carta delle Nazioni Unite, il documento più importante del diritto internazionale contemporaneo, in realtà non è nuova a violazioni. La storia internazionale degli ultimi 30/35 anni non è priva di violazioni del diritto internazionale. In questo caso io vedo almeno due novità: la prima è il sistema internazionale che attraversa una nuova stagione di competizione fra grandi potenze. Il diritto internazionale è costitutivamente abbastanza debole, può avere una sua effettività solo e solamente se c’è un accordo di fondo fra le grandi potenze nel difenderlo o almeno nel gestire le violazioni, le eccezioni. E questa è una prima novità. Siamo entrati in una nuova stagione non favorevole al diritto internazionale. Seconda novità è che a violare il diritto internazionale in maniera così profonda e brutale non è un attore qualsiasi, non è un Paese qualsiasi ma sono gli Stati Uniti, quindi un Paese che si è presentato al mondo negli ultimi 30/35 anni o se vogliamo dal dopoguerra, come il paladino della difesa delle regole delle istituzioni multilaterali per l’appunto del diritto internazionale. Due novità diciamo gravide, temo, di conseguenze”.

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