La mappa interattiva e animata si trova all'interno dell'articolo
La mappa interattiva e animata si trova all'interno dell'articolo (RTS/RSI)

Come si è diffusa la seconda ondata

Prima la Spagna, poi Francia, Gran Bretagna, Belgio e Svizzera: regione dopo regione in qualche settimana

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L'autunno scorso la seconda ondata pandemica ha sommerso l'Europa, come mostra la mappa allegata realizzata da RTS sulla base dei dati pubblicati di recente dall'ufficio regionale europeo dell'OMS. Ma come è successo? Quali sono state le dinamiche? "È difficile da spiegare perché diverse spiegazioni si sovrappongono", afferma l'epidemiologo dell'Università di Berna.

L'evoluzione della seconda ondata in Europa dal 1° luglio 2020

L'evoluzione della seconda ondata nelle varie regioni d'Europa dal 1° luglio 2020 (RTSInfo)

Il primo focolaio importante si è verificato in Spagna. Le ricerche dell'Università di Basilea e del consorzio iberico SeqCovid suggeriscono che la variante "20A.EU1" diffusasi nella penisola all'inizio dell'estate sia stata, attraverso i vacanzieri, il motore della propagazione. In settembre la variante era dominante in diversi paesi europei, Svizzera compresa.

Tuttavia, secondo Riou, "nulla indica che un'esplosione dei casi in Europa non si sarebbe verificata comunque, qualche settimana più tardi". Con la concomitanza del ritorno in classe e al lavoro e dell'abbassamento delle temperature "è difficile separare gli effetti di una causa da quelli di un'altra", ma certo "senza l'accelerazione dovuta ai viaggi avremmo almeno avuto più tempo per reagire".

I movimenti della popolazione facilitano la diffusione del virus, ma non solo loro e "spesso è solo una questione di tempi", spiega comunque l'esperto. Per esempio, quando i contagi crescono esponenzialmente, raddoppiando ogni settimana o dieci giorni, "in poco tempo si può passare da poche decine a migliaia di casi, da una situazione in apparenza buona a una difficile", afferma Riou. Un evento di "superspreading" può inoltre accelerare ancora la diffusione e creare differenze regionali.

Quanto esposto solleva la questione dell'importanza della chiusura delle frontiere e delle restrizioni ai viaggi per contrastare la pandemia: un tipo di misura a cui si è fatto ricorso abbondantemente durante la prima ondata ma un po' trascurato nella seconda. Le preoccupazioni per la variante brasiliana hanno indotto Francia e Gran Bretagna a interrompere per esempio i voli dal Brasile, ma la Svizzera non ha adottato misure particolari per chi arriva da quel paese, che deve rispettare le medesime regole applicate a tutti gli Stati considerati a rischio dall'UFSP.

Quanto sono severe le restrizioni nei vari paesi europei

 

 

 
Valentin Tombez (RTS)/pon
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