Sean Conley, medico personale del presidente, durante il briefing con i media all'esterno dell'ospedale militare Walter Reed
Sean Conley, medico personale del presidente, durante il briefing con i media all'esterno dell'ospedale militare Walter Reed (keystone)

Come sta davvero Donald Trump?

Le ultime informazioni ufficiali appaiono rassicuranti. Ma il briefing con la stampa, e le affermazioni di una fonte coperta da anonimato, alimentano dubbi

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Appaiono rassicuranti le ultime informazioni sullo stato di salute di Donald Trump, dopo l'infezione da coronavirus contratta da lui e dalla first lady Melania. Il capo della Casa Bianca "sta molto bene" e da 24 ore non ha più febbre, ha dichiarato sabato nel tardo pomeriggio il suo medico personale Sean Conley.

Il presidente, secondo quanto è stato comunicato, non necessita di assistenza respiratoria e cammina regolarmente. "Siamo estremamente contenti dei progressi che ha fatto", ha aggiunto Conley, esprimendosi all'esterno dell'ospedale militare di Walter Reed, nei pressi di Washington, dove Trump si trova ricoverato da venerdì sera.

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TG 12:30 di sabato 03.10.2020

 

Il capo della Casa Bianca mostrerebbe inoltre un eccezionale buon umore. "Mi sento come se potessi uscire di qui oggi", ha riferito il team medico, riportando le sue parole. I medici hanno tuttavia precisato di non poter dare una tempistica per la dimissione ospedaliera.

Fin qui, l'ufficialità. Ma il briefing con la stampa ha alimentato alcuni dubbi. Alcuni concernono i tempi della diagnosi, che Conley ha fatto risalire a 72 ore fa, e quindi prima di quando è stata resa nota. Ma altri vertono sull'indicazione concernente l'ossigeno: è stato infatti affermato che Trump non ne ha ora bisogno, ma senza chiarire se ne abbia avuto necessità prima.

A ciò si aggiungano le affermazioni di una fonte a conoscenza delle condizioni di salute del presidente e citata in seguito dai media statunitensi. "I segnali vitali del presidente nelle ultime 24 ore sono stati molto inquietanti e le prossime 24 ore saranno cruciali in termini di trattamenti", ha dichiarato questa fonte coperta da anonimato, aggiungendo che "non siamo ancora su una strada chiara per un pieno recupero".

Red.MM/ARi

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