I bar e i ristoranti italiani non ci stanno a vedersi puntare l’indice contro da parte dei gestori delle discoteche a quasi un mese dalla tragedia a “Le Constellation” di Crans-Montana in Vallese. “Qui non si tratta di fare una caccia alle streghe, non è solo abusivismo perché la posizione dei gestori delle discoteche è: ‘non è successo in una discoteca ma è accaduto in un bar’ ma i gestori delle discoteche devono far attenzione al rispetto delle condizioni di sicurezza perché quello che è successo anni fa a Corinaldo è accaduto a casa nostra”.
Ad affermarlo è Lino Stoppani, presidente della Federazione italiana dei pubblici esercizi (FIPE) come bar e ristoranti, intervistato dall’agenzia di stampa italiana Adnkronos, in difesa della categoria troppo spesso accusata genericamente di abusivismo dopo l’incendio del bar in Vallese, che ha provocato 40 morti e 116 feriti.
La tragedia della discoteca Lanterna Azzurra
La strage di Corinaldo è un episodio di cronaca avvenuto l’8 dicembre 2018 a Corinaldo, in provincia di Ancona: morirono 6 persone e altre 59 rimasero ferite dopo che alcuni soggetti spruzzarono uno spray al peperoncino causando panico tra la folla e si verificò la tragedia a causa della mancanza di vie di fuga adeguate. Secondo gli investigatori, al momento della sciagura, nella sala erano presenti circa 1’400 persone, nonostante la capienza autorizzata fosse di 469 persone.
Tragedia di Corinaldo, forse c'è un responsabile
Telegiornale 09.12.2018, 13:30
“Non bisogna scaricare le responsabilità e le colpe, - rimarca Stoppani - ognuno deve avere la possibilità di fare le proprie valutazioni su determinate situazioni ed eventualmente intervenire”.
“Spero che quella circolare emanata nei giorni scorsi dal ministro dell’interno italiano Matteo Piantedosi, che invita le prefetture ad avviare una serie di verifiche nelle attività con un criterio preventivo e formativo, venga sviluppata, come si sta facendo, contrastando irregolarità o abusi, di cui anche la FIPE è contraria”, ha precisato Stoppani.
La tragedia Crans-Montana “non fa bene ai bar”
“Gennaio è sempre il mese meno importante dal punto di vista degli affari - ha aggiunto Stoppani - soprattutto per le attività di pubblico esercizio perché arriviamo da dicembre. Ma, sicuramente, queste situazioni non fanno bene, anche se succedono in qualsiasi parte del mondo perché c’è un danno reputazionale generalizzato sul nostro settore”.
“Per quanto riguarda gli aspetti dei controlli, - ha proseguito - noi siamo favorevoli, anzi, ringraziamo le forze dell’ordine per quello che potranno fare, sapendo che le ‘povere’ forze dell’ordine sono sempre costrette a gestire tante priorità” conclude Stoppani.
“Controlli in Italia, massima attenzione”
La federazione italiana dei pubblici esercizi lancia un appello a quasi un mese dai tragici fatti di Crans-Montana. “Faccio un appello a tre soggetti che su questi argomenti hanno precise responsabilità. Questi tre soggetti sono gli organi di vigilanza, le associazioni di categoria e i nostri imprenditori”, ha dichiarato ancora Stoppani.

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