Le enormi proteste in Myanmar continuano (Keystone)

Continua il massacro in Myanmar

È salito a 12 il numero dei manifestanti uccisi giovedì in diverse città del Paese durante le proteste contro il colpo di Stato militare

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Le proteste in Myanmar contro il colpo di Stato militare continuano. Ieri, giovedì, altre 12 persone sono state uccise nel Paese. "Più della metà delle vittime aveva meno di 25 anni", ha detto Thomas Andrews, il relatore speciale delle Nazioni Unite per l'ex Birmania, aggiungendo che più di 2'000 persone sono state detenute illegalmente dopo il colpo di Stato e la violenza è in costante aumento.

Le manifestazioni sono iniziate quando lo scorso 1° febbraio i militari hanno rovesciato il Governo arrestando Aung San Suu Kyi, la principale leader politica del Paese.

Andrews ha accusato l'esercito del Myanmar per l'uccisione di almeno 70 persone da quando sono scoppiate le proteste nel Paese, citando, davanti al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, prove crescenti di crimini contro l'umanità, tra cui omicidio, persecuzione e tortura. “Ci vogliono fatti e non parole”, ha concluso.

 

Il Consiglio dei diritti umani ha però deciso di condannare solo le violenze e non il colpo di Stato, data l’opposizione di Cina, Russia, India e Vietnam.

RG/ATS/Gis
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