Continuano gli scontri in Myanmar

La polizia reprime con violenza i manifestanti anti-golpe a Yangon. Secondo una ONG, almeno 30 i morti e 1'230 gli arresti in un mese

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Le proteste continuano a Yangon, la più grande città del Myanmar, a seguito del colpo di stato avvenuto un mese fa. Le forze dell'ordine hanno risposto martedì lanciando gas lacrimogeni contro i manifestanti anti-golpe e almeno tre persone sono state ferite gravemente. Alcune proteste sono state segnalate anche in altre città, tra cui Kale, dove diverse persone sono rimaste ferite da colpi sparati dalla polizia per disperdere la folla.

La giunta militare ha intensificato l'uso della forza e degli arresti di massa durante il fine settimana e martedì la Assistance Association for Political Prisoners, organizzazione per i diritti umani con sede in Myanmar, ha riferito che 30 persone sono state uccise e 1'230 arrestate a partire dall'inizio delle proteste e da quando l'esercito ha preso il potere con il colpo di stato il 1 ° febbraio.

Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite, almeno 18 persone sono state uccise durante il fine settimana e il segretario generale Antonio Guterres ha condannato le "inaccettabili violenze contro i manifestanti disarmati".

EBU/ATS
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